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Play Store: rimosse duecento app e giochi molto noti, contenevano adware

La società di sicurezza Check Point ha di recente scoperto duecento app fraudolente sul Play Store. Si tratta di applicazioni e videogames piuttosto noti (nel complesso raggiungevano circa centocinquanta milioni di download) che contenevano un adware battezzato SimBad proprio perché la maggior parte delle app colpite consistevano in giochi di simulazione. Le applicazioni sono state rimosse dal Play Store di Google.

Play Store: rimosse duecento app e giochi, contenevano adware

Le app individuate dalla Check Point contenevano adware in grado di lanciare annunci pubblicitari in background, o ancora aprire pagine del browser e del Google Play Store ad un determinato URL. Ciò poteva accadere sia all’avvio del dispositivo infetto, sia quando Android rilevava che l’utente stava usando il dispositivo più attivamente. Tra le duecento applicazioni fraudolente scoperte dalla società di sicurezza e poi rimosse dallo Store di Google rientrerebbero giochi molto noti che contavano tra i cinque e i dieci milioni di download

. Questi erano:
  • Snow Heavy Excavator Simulator
  • Hoverboard Racing
  • Real Tractor Farming Simulator
  • Ambulance Rescue Driving
  • Heavy Mountain Bus Simulator 2018
  • Fire Truck Emergency Driver
  • Farming Tractor Real Harvest Simulator
  • Car Parking Challenge
  • Speed Boat Jet Ski Racing
  • Water Surfing Car Stunt
  • Offroad Wood Transport Truck Driver 2018
  • Volumen booster & Equalizer
  • Prado Parking Adventure
  • Oil Tanker Transport Truck Driver

Il malware, tra l’altro, era anche in grado di cancellare la propria icona dal drawer delle applicazioni, per cui risultava ancora più difficile la sua individuazione e la conseguente rimozione da parte dell’utente. Anche se, nella maggior parte dei casi, gli adware sono relativamente innocui, ovvero tendono ad infastidire l’utente, ma non a metterne in pericolo la privacy e le informazioni personali, ciò non significa che, a lungo andare, non possano strutturarsi in qualcosa di più nocivo.

 

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Pubblicato da
Raffaella Papa