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Sicurezza reti a rischio: l’UE chiede feedback per normative ex novo

Le sperimentazioni per il 5G procedono a gonfie vele in tutta Europa: c’è chi addirittura, al MWC di Barcellona, grazie a questa nuova tecnologia è riuscito a guidare un camion a 2400 km di distanza. L’autista era a Barcellona, mentre il veicolo in Svezia.

5G, non solo una rete veloce

Questo a dimostrazione di quanto la nuova connessione sia molto più che una “semplice” connessione veloce. La rivoluzione 5G investirà infiniti ambiti della vita quotidiana, e si stima che a 6 mesi dalla sua uscita almeno 1.5 miliardi di utenti avrà acquistato un dispositivo compatibile con la nuova rete.

Ciò che appare chiaro è che l’Internet of Things rappresenterà senza dubbio la realtà che potrà gestire pressoché ogni ambito della vita tecnologica di un individuo. Dalle interazioni con gli elettrodomestici fino alle automobili (o ai camion, come è stato dimostrato), questa ventata di novità modificherà radicalmente il concetto di multitasking, portandolo ad un livello mai visto prima.

Tutto questo, però, deve essere in qualche modo regolamentato, in particolare sotto l’aspetto delle autorizzazioni nello sviluppo dei software. Le direttive europee in vigore fino ad oggi, infatti, potrebbero non essere al passo coi tempi, rischiando di risultare insufficienti o incomplete

con l’arrivo di queste nuove tecnologie.

Normative attuali: cosa manca per essere pronti al futuro

Le norme di riferimento attuali risalgono al 2014 (con relativa entrata in vigore nel 2016), e fanno capo alla RED, Radio Equipment Directive. Questa direttiva è volta a disciplinare il mercato dei devices dotati di connettività, agendo in particolare su alcuni ambiti, come salute, sicurezza, efficienza nell’utilizzo dello spettro radio e compatibilità elettromagnetica.

Nel volgersi verso il futuro, però, l’Europa non vuole commettere errori, e ha richiesto la collaborazione di tutti per risolvere un problema molto rilevante. L’UE ha infatti istituito un form, chiusosi al pubblico due giorni fa, per ricevere feedback su come normare il caricamento di software su componenti radio. Appare chiaro quanto sia indispensabile trovare una risposta a questa domanda, proprio in previsione dell’esorbitante quantità di dispositivi che, nei prossimi anni, saranno dotati di una connessione internet.

Si pone quindi un problema di sicurezza delle reti: la risoluzione potrebbe dover implicare restrizioni più dure sull’upload di firmware modificati. Se restrizioni appare un termine troppo stringente, quantomeno sarà necessario verificare che i software progettati siano perfettamente in linea con i requisiti richiesti dal mercato unico europeo.

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Pubblicato da
Monica Palmisano