aumenti tariffe mobile TIM Vodafone Wind 3 M5S modifiche contrattuali e costi nascosti

Alcuni senatori del Movimento Cinque Stelle stanno per mettere i bastoni tra le ruote di tutti gli operatori telefonici fissi e mobile italiani, con delle misure stringenti sui comportamenti libertini in materia di costi nascosti e rimodulazioni contrattuali.

In Senato si sta discutendo il “Decreto Semplificazioni” (ovvero il DL 14 dicembre 2018, n.13  recante “disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione“). Tra i vari passaggi della discussione, sono stati presentati tre emendamenti al DL che potrebbero sconvolgere l’attuale status quo. I primi due riguardano le modifiche unilaterali dei contratti, mentre il terzo impone la trasparenza sui prezzo finali dei canoni.

 

La guerra a rimodulazioni e costi nascosti

Il primo emendamento a firma dell’onorevole Lanzi propone di modificare il Codice delle Comunicazioni elettroniche aggiungendo un articolo (8-bis) che impedirebbe agli operatori telefonici di effettuare le modifiche entro i 6 mesi dalla stipula del contratto, mentre rimane il preavviso minimo di 30 giorni per il recesso. Il secondo emendamento a firma dell’on. Di Girolamo vuole invece chiudere definitivamente ogni tipo di modifica sui contratti in essere.

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Il terzo emendamento a firma dell’on. Santillo vuole vietare che offerte o messaggi pubblicitari di tariffe e servizi proposti dagli operatori siano sempre recanti il prezzo finale. Inoltre, Santillo riafferma nel suo testo il ruolo centrale dell’AGCOM nel vigilare sui casi di violazione.

Operatori telefonici sul piede di guerra: le loro risposte

Secondo alcune voci, gli operatori telefonici sostengono che i limiti alle modifiche unilaterali dei contratti penalizzerebbero in alcuni casi proprio i consumatori, soprattutto quando le rimodulazioni sono vantaggi per l’utente finale. D’altro canto, togliere il prezioso strumento degli aumenti unilaterali dei contratti sarebbe dannoso per le casse dei vari Tim, Wind 3, Vodafone etc. Sono l’unico strumento che realmente lega l’operatore al suo cliente, mentre spostano l’attenzione sui prezzi rincarati su cause esterne al loro fatturato.