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4G: i clienti TIM, Vodafone, Wind e Tre scelgono il 3G per non essere spiati

Siamo di fronte all’errore del secolo che riguarda il 4G Iliad, TIM, Vodafone e Wind Tre. Non ne sono immuni nemmeno i rispettivi MVNO. Stando a quanto emerso dalla indagini il traffico dati viene intercettato consentendo agli hacker di accedere praticamente a qualsiasi cosa o attività svolto sul telefono. Dalle playlist di Spotify fino ai dati bancari ed alle chat Whatsapp tutto finisce per essere salvato sul PC dei cyber criminali. Quando ce ne accorgiamo è ormai troppo tardi.

 

4G: ecco l’errore imperdonabile

Se il 4G ha problemi di connessione risolviamo tutto applicando una semplice procedura. Ma se non c’è assolutamente nulla da fare per garantire la nostra sicurezza? Questo diventa un bel problema se consideriamo che lo smartphone è diventato il centro della nostra vita. Custodisce praticamente di tutto, dai curriculum alle foto di famiglia e fino ai preziosissimi dati dell’home banking. Il fatto che questi dati possano cadere in mani sbagliate ci spaventa. Ma può succedere?

Un errore 4G rende possibile intercettare i dati che transitano da e verso il nostro telefono. Nel momento in cui ci agganciamo all’antenna del nostro operatore questo fornisce il segnale velocemente ma senza protezione. Infatti tutti i provider risentono di una falla a monte del sistema di gestione delle richieste. Il software è sprovvisto di un accurato livello di protezione cosicché un hacker può intrufolarsi liberamente e senza troppi complimenti. Ci riesce con una strumentazione apposita acquistabile sul Dark Web

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L’azione dell’hacker di turno è più semplice di ciò che si pensi. Acquista un’antenna 4G che sposta la fonte del segnale dal provider all’hotspot personale correlato di software per la registrazione dati su database. Quando andiamo su Internet o chattiamo su Whatsapp il criminale si mette in ascolto e salva tutto. Succede per qualsiasi applicazione.

L’unico ostacolo che l’intercettatore incontra è la distanza dal bersaglio. Se la vittima riesce a staccarsi dalla cella sospetta è fatta: siamo al sicuro. Se invece l’hacker riesce a far connettere lo smartphone alle sua antenna è finita: tutto finisce nelle sue mani. Il sistema del gestore non opporrà alcuna resistenza ai tentativi di intrusione esterni. I provider potrebbero risolvere il problema ma visti i costi ed il tempo richiesti preferiscono non farlo.

Si spera che con la nascita del 5G le cose possano cambiare. Per il momento sono solo congetture. Riesamineremo la questione dopo un’attenta analisi.

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Pubblicato da
Domenico