Google Pixel 3

Google Pixel 3 è il nuovo smartphone targato Google, disponibile anche in formato XL, uscito nei negozi da poco ma già al centro di diverse discussioni per la scelta sia della fascia di prezzo che per le prestazioni piuttosto discutibili.

Per quanto riguarda l’ultimo aspetto, l’ultimo problema riguarda essenzialmente la RAM del dispositivo: dichiarati infatti 4 Gb, stona con gli altri competitor top di gamma che solitamente ne montano almeno 6 se non 8 o 10 Gb.

Entrando nel dettaglio del problema, sembra che i nuovi smartphone abbiano un grosso problema di gestione della memoria volatile, appunto la RAM, problematica che li porta a non utilizzare in modo appropriato le applicazioni in background.

Un numero piuttosto elevato di utilizzatori in effetti ha riscontrato il medesimo problema, segnale questo che lascia ben pochi dubbi sul fatto che sia un problema circoscritto a pochi lotti di produzione, quanto piuttosto che si tratti di un problema inerente task manager o in ogni caso il software dedicato alla gestione della memoria RAM.

Google Pixel 3: lo smartphone non è maturo, ancora diversi problemi

Coloro che hanno avuto modo di approcciare direttamente al problema hanno rilevato infatti che, nonostante le applicazioni stessero funzionando, la chiusura veniva forzata dal sistema, cosi come ad esempio risulta impossibile scattare una fotografia mentre si sta utilizzando il celebre Spotify.

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Normalmente, va detto, negli smartphone non cosi performanti, Spotify si dovrebbe spontaneamente mettere in pausa durante l’esecuzione di altre attività quali ad esempio lo scatto di una fotografia, sicuramente non dovrebbe spegnersi o riavviarsi. Altro indizio inquietante, le applicazioni si aggiornano con una frequenza spaventosa rispetto alla media, questo depone a favore di un problema che appunto riguarda l’incapacità delle applicazioni di rimanere attive durante il background tale da richiedere il continuo riavvio delle stesse.

Non sembrano tuttavia intaccate da questo malfunzionamento solamente le applicazioni in background, infatti anche la qualità dell’esperienza con la fotocamera sembra abbastanza compromessa in quanto si è rilevato che a volte interi spezzoni di video oppure fotografie scattate non risultano salvate nella galleria. Attenzione perché da quanto scritto sembra che si stia parlando di 6 o 7 applicazioni attive in contemporanea, purtroppo il limite è molto più basso, sembra sia impossibile la gestione di solamente due applicazioni attive nello stesso momento.

Google negli ultimissimi giorni ha comunque annunciato che il problema è di natura software, dunque nel giro di poco tempo dovrebbe essere in grado di rilasciare un aggiornamento che risolva le problematiche emerse negli ultimi giorni.