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Apple vuole allontanarsi da Intel e offrire chip “Made in Cupertino” per i suoi Mac

L’estrema importanza di Apple, in qualità di azienda high tech, significa che ogni mossa che i numeri uno di Cupertino intendono portare avanti avrà ripercussioni sull’intera industria tecnologica colpendo decine se non centinaia di altre società. Ecco perché ci sono persone che seguono da vicino ciò che Apple sta facendo e vuole fare.

Uno di questi è Ming-Chi Kuo, un nome che probabilmente avete già sentito prima se seguite da vicino le notizie sui dispositivi mobili. Kuo è un’analista che ha fornito spesso informazioni precise sui prodotti Apple mesi prima della loro presentazione. Le informazioni più recenti che ha condiviso non sono così eccitanti come quelli sugli iPhone.

 

Apple a Cupertino studia i chip per i suoi Mac e quelli per l’Apple Car

Tuttavia, vale la pena raccontarvele. Kuo parla di alcune delle più ampie strategie che Apple sta cercando di eseguire. La società con sede in California sta pianificando di rafforzare la cooperazione con TSMC, il produttore di chip che produce il chip A12 Bionic per gli iPhone 2018 e che produrrà i chip A13 e A14 che alimenteranno gli iPhone 2019 e 2020.

La cosa curiosa è che secondo il rapporto di Kuo, mentre Apple sta lavorando a stretto contatto con Intel per i modem nei suoi smartphone allo stesso tempo sta cercando di abbandonare l’utilizzo dei chip Intel nei suoi computer Mac. L’insider pensa che i nuovi chip progettati da Apple saranno pronti tra il 2020 e il 2021.

Chip Made in Cupertino prodotti da TSMC attraverso la fonderia di Taiwan che diventerà a questo punto un’esclusiva della mela morsicata. Secondo Ming-Chi Kuo TSMC avrà un altro ordine importante da parte di Apple: i chip per la tanto chiacchierata Apple Car. Sì, l’automobile di Apple starebbe arrivando anche se mancano ancora almeno 5 anni.

Il veicolo, come si diceva in precedenza, offrirà livelli molto elevati di automazione e quindi di guida autonoma ma per tutto questo saranno necessari chip fabbricati utilizzando un processo produttivo a 3 o 5 nanometri. E i processori a 7 nanometri hanno debuttato solo quest’anno.

I produttori di semiconduttori, infatti, stanno affrontando sfide estreme per ridimensionare le proprie linee di produzione. Dubitiamo di ricevere conferme da Tim Cook o dagli altri della dirigenza della società di Cupertino nei prossimi due anni, ma se questi progetti diventerò reali, ne vedremo delle belle nei prossimi anni.

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Pubblicato da
Marco Serra