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Apple in Cina: scarse vendite degli iPhone e guerra commerciale

Mantenere un certo rapporto con mercato più grande al mondo è di vitale importanza per una compagnia come Apple. Per questo motivo l’attuale CEO della società, Tim Cook, si sta recando così spesso in quel paese. Alla base devi viaggi ci stanno comunque diverse cause una su tutte è il clima sempre più teso che si sta creando col governo cinese e quello americano. L’altro motivo invece va ricercato nelle non proprie rosee vendite dei nuovi iPhone, soprattutto l’iPhone XS Max.

 

No, non c’entrano i chip spia

Uno degli argomenti più discussi negli ultimi giorni è sicuramente il fatto che apparentemente all’interno dei server di alcune società statunitensi siano stati trovati dei microchip. L’accusa è stata rivolta alla Cina la quale si è sentita offesa mentre la stessa Apple ha smentito

di aver trovato questi chip.

In ogni caso, come detto sopra, le tensioni tra i governi si stanno accentuando. Il partito comunista cinese sta sostanzialmente chiedendo a Tim Cook di diventerà un ambasciatore di buona volontà per creare un ponte tra le due potenze mondiali. Il punto è che nessuno vuole gli svantaggi di una guerra commerciale; il governo cinese è pronto a condividere i vantaggi di accordi duraturi e pacifici.

L’altro punto delle visite è in merito alle scarse vendite dei nuovi iPhone. L’elevato prezzo della versione Max in Cina ha portato ad un numero di vendite definito deludente. Un iPhone del genere, nonostante sia prodotto li, costa 1850 dollari; per quel prezzo i cinesi potrebbero tranquillamente comprare due telefoni di fascia alta della stessa Huawei.

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Pubblicato da
Giacomo Ampollini