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5G: l’asta è conclusa, TIM e Vodafone sbaragliano la concorrenza

L’asta per l’assegnazione delle frequenze da 3700MHz si è finalmente conclusa; in seguito a giorni e giorni di rilanci di ogni tipo, eccoci finalmente arrivare ad una soluzione definitiva. TIM Vodafone guadagnano i blocchi di maggiore interesse (da 80MHz), lasciando alla concorrenza di Wind Tre e Iliad tutto il resto.

Nelle scorse settimane avevamo parlato dell’assegnazione delle frequenze da 700MHz, ritenute da molti più pregiate proprio per la loro diffusione sul territorio e la penetrazione all’interno degli edifici. In fase di liberazione da parte delle emittenti televisive nel luglio 2022, i blocchi generici sono stati assegnati a Iliad (uno riservato, in quanto new entry nell’intero mercato italiano), Vodafone (con un paio lotti e offerte da oltre 330 milioni di euro) e TIM (offerte da 340 milioni di euro).

L’attenzione, successivamente, si è spostata sulle frequenze da 3700MHz, fondamentali per garantire una buona velocità di connessione in 5G all’utente finale (libere da gennaio 2019). In questo caso la battaglia è stata sicuramente aspra e duratura, sono stati necessari addirittura 14 giorni 

di rilanci per riuscire a raggiungere un risultato abbastanza soddisfacente.

 

Asta 5G: ecco i risultati finali sull’acquisizione delle frequenze da 3700MHz

Con la giornata del 2 ottobre si è finalmente giunti ad una conclusione: Vodafone TIM (con offerte rispettivamente da 1,694 e 1,685 miliardi di euro) si sono aggiudicate 1 blocco generico ed 1 specifico da 80MHzWind Tre Iliad (con offerte da 483,920 483,900 milioni di euro) sono riuscite a mettere le mani su blocchi generici da 20MHz.

Infine, per quanto riguarda le frequenze da 26GHz (blocchi da 200MHz, utili per zone con alta densità di richieste, tipo gli stadi), tutti gli attori ne escono soddisfatti. Ogni azienda del settore, infatti, è riuscita ad acquisire almeno un blocco: TIM, Iliad, Fastweb, Wnd Tre e Vodafone sono della partita.

Il risultato complessivo è davvero incredibile, parliamo di 6,5 miliardi di euro, un piccolo tesoretto che, speriamo, possa essere investito nel miglior modo possibile dallo Stato Italiano.

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Pubblicato da
Denis Dosi