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Android: cosa succederà dopo la maxi multa dell’UE a Google

scritto da Veronica Boschi 20/07/2018 0 commenti 1 Minuti lettura
Come cambierà Android dopo la multa a Google
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Negli ultimi giorni tutti i telegiornali hanno parlato della maxi multa inflitta dall’Unione Europea a Google per abuso di posizione dominante in relazione all’utilizzo del sistema operativo Android.

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Si parla di 4.3 miliardi di euro cifra ancora più alta di quella inflitta l’ultima volta. L’ammontare della multa è stato anticipato da Bloomberg ed ufficializzato successivamente a Bruxelles durante la conferenza stampa. Andiamo a scoprire insieme il futuro di Android dopo questa stangata a Google.

 

Cosa cambierà per Android dopo la maxi multa inflitta a Google dall’UE

L’UE ha preso la decisione solo qualche giorno fa, quindi al momento è ancora difficile sapere cosa succederà ad Android. Anche perché quasi sicuramente Google impugnerà la decisione. Possiamo solamente ipotizzare che all’inizio non cambierà molto, anche se Google fa pensare il contrario. Tra le accuse dell’UE ci sono tre pratiche commerciali che l’azienda di Mountain View dovrà purtroppo sospendere.

Più precisamente Google non potrà impedire il fork di Android, cioè le versioni non ufficiali, ai produttori che vogliono proporre agli utenti applicazioni Google preinstallate. Non potrà più chiedere ai produttori di preinstallare alcune sue applicazioni come condizione per poter installare Google Play. Infine non potrà pagare i produttori per utilizzare soltanto Google come unico motore di ricerca preinstallato.

Il CEO di Google si è espresso dopo la decisione in questi termini: “Finora il business model di Android ha fatto sì che non abbiamo dovuto far pagare ai produttori di telefoni la nostra tecnologia, ma siamo preoccupati che la decisione di oggi possa turbare l’equilibrio raggiunto con Android e che invii un segnale preoccupante a favore dei sistemi proprietari rispetto alle piattaforme aperte. Risulta molto improbabile che i produttori utilizzeranno sistemi operativi proprietari. Basti pensare la fine che ha fatto Tizen di Samsung.

Bisogna anche dire che Google dalla sua, non ha mai fatto pagare le licenze per Android ai produttori. Questo per sottolineare il principio di gratuità del modello business di Google e anche perché fortunatamente il mercato digitale delle pubblicità e applicazione è ancora molto florido. Non ci resta che far passare qualche settimana per avere informazioni più dettagliate sulle decisioni dell’azienda.

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Veronica Boschi
Veronica Boschi

Sono Veronica, ho 29 anni e vivo sul Lago di Como, più precisamente a Mandello del Lario, conosciuto soprattutto per la Moto Guzzi. Amo scrivere e condividere con voi tutte le novità del giorno.

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