WhatsApp

Le fake news non sono mai un buon presagio ma quando provocano degli atti violenti, finiscono col rappresentare il male più assoluto. In una società come quella in cui viviamo, ormai è fuori dal comune vedere una persona senza internet o senza WhatsApp. Quest’ultima applicazione di messaggistica istantanea è il teatro in cui le Fake News prendono vita e si diffondono con una velocità elevata.

L’ultima tragedia ha avuto luogo in India dove alcuni uomini sono stati linciati.

La vicenda alla cui base c’è WhatsApp

Nelle ultime settimane, in India, sono morte circa sette persone perché accusate ingiustamente di aver fatto del male a dei bambini.  Come è nata questa calunnia? Sfortunatamente usufruendo di applicazioni come WhatsApp che è la più diffusa nel paese. Non è la prima volta che atti così violenti si sviluppano in questo luogo e sebbene questi precedenti esistano, le autorità non hanno ancora provveduto a delle misure di sicurezza per le vittime.

Il caso di  Maharashtra

Nello stato occidentale di Maharashtra, cinque uomini di origine nomade sono stati aggrediti e linciati dalla popolazione senza alcuna prova, poiché sospettati di aver fatto del male a dei minori.

La popolazione che ha reagito così violentemente, oltre ad essere sprovvista di prove, è stata soggiogata dalle suddette fake news che non hanno fatto altro che alimentare un odio senza eguali. Purtroppo i cinque uomini hanno perso la vita in seguito all’aggressione subita, la quale ha coinvolto ben 30 abitanti del paese tra i quali anche dei bambini.

India, un paese distrutto da questo fenomeno

Come già riportato, non è la prima volta che in India si verifica un avvenimento del genere. Solo pochi giorni fa, un video che era stato creato come campagna di sensibilizzazione, è stato montato ad opera d’arte e fatto circolare in modo da far credere che riguardasse il rapimento di un minore.  

A prendere in causa la situazione è il giornalista indiano Mohammad Ali, il quale sostiene che il vero scopo di queste fake news non è provocare dolore a persone qualunque ma ai veri e propri stranieri che non fanno parte delle popolazioni locali. Egli, infatti, sostiene che non è la  poca educazione virtuale che protrae l’esistenza di questo fenomeno in quanto è una vera e propria guerra interna tra i diverse abitanti.