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Privacy: le email riguardo la nuova norma sommergono gli utenti

General Data Protection Regulation (GDPR) padlock on european union flag

Negli ultimi due giorni tutti noi siamo stati sommersi da numerosissime email riguardanti l’aggiornamento apportato alla normativa sulla privacy. Quanti hanno realmente letto il contenuto? Il messaggio dell’email non sarà sicuramente così appassionante da invogliarne la lettura e il numero consistente di siti che ci informano di aver apportato modifiche al regolamento sulla privacy non è da meno.

Nonostante ciò l’importanza della comunicazione non è da sminuire.

Dal 25 maggio nuove leggi sulla privacy entrano in vigore!

La modifica apportata al GDPR è stata una conseguenza necessaria dopo gli scandali che recentemente hanno coinvolto Facebook e Cambridge Analytica. La Commissione Europea si è subito mobilitata dopo lo spiacevole evento per proteggere tutti gli utenti. I punti fondamentali aggiunti al “Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati” riguardano: il diritto di oblio e la portabilità dati.

Dal 25 Maggio tutte le società online dovranno applicare il nuovo Regolamento per evitare sanzioni che potrebbero ammontare anche a 20 milioni di euro.

Tra le modifiche apportate è fondamentale prendere nota di quei cambiamenti che riguardano direttamente i singoli utenti:

  • ogni società dovrà utilizzare un linguaggio semplice per richiedere l’accesso ai dati dell’utente che dovrà essere sempre aggiornato riguardo l’utilizzo di questi ultimi.
  • ogni utente ha diritto di oblio e di rettifica, potrà quindi richiedere l’eliminazione dei suoi dati o modificarli in qualsiasi momento.

Una novità importante riguarda l’istituzione del “Responsabile della Protezione Dati” che ha il compito di sorvegliare e garantire l’effettiva applicazione del Regolamento da parte delle società.

A questo punto bisogna riconoscere che le email ricevute non sono state del tutto inutili e che i presupporti affinché l’utilizzo del web risulti più sicuro sembrano abbastanza validi.

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Pubblicato da
Giorgia Leanza
Tags: GDPRnovità