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Recensione Lenovo Yoga Book: un tablet 2 in 1 molto interessante!

Recensione Lenovo Yoga Book

Lenovo Yoga Book è il “classico” prodotto che non passa inosservato. Il “classico” prodotto di cui vantarsi con gli amici. Il “classico” prodotto che ha bisogno di diverse spiegazioni. Il “classico” prodotto che… no, in realtà questo tablet 2 in 1 non ha nulla di “classico”; si tratta di un prodotto veramente molto particolare. La tecnologia presente a bordo di questo Lenovo Yoga Book si abbina perfettamente agli accessori in dotazione e sono presenti diverse cose che meritano di essere approfondite.

Lenovo Yoga Book: Halo Keyboard

La prima cosa che merita di essere approfondita è la Halo Keyboard. Si tratta di una tastiera molto particolare, perchè non è la classica con tasti fisici. La tastiera di questo tablet risiede direttamente nel pannello inferiore, ed è una tastiera tattile a sfioramento: i tasti sono direttamente integrati su una grande superficie touch, e basterà sfiorarli per avere un feedback. Discorso identico per il touchpad che è sempre integrato in questa superficie touch.

Tastiera e touchpad che come idea di fondo sono progettati bene, perchè la tastiera si può accendere o spegnere con un semplice click, o in alternativa si spegne automaticamente se mettiamo lo Yoga Book in posizione da tablet. Il touchpad invece si spegne automaticamente quando stiamo scrivendo con la tastiera, e basterà un piccolo click per riaccenderlo ed utilizzarlo.

Di contro, per la scrittura, la tastiera non è il massimo della comodità. Il pannello risulta molto sensibile, e basta un piccolissimo errore di precisione per non digitare la lettera voluta. Nelle operazioni quotidiane – come cercare qualcosa in rete, rispondere a qualche email o messaggio – può sicuramente andare bene, ma non la utilizzerei assolutamente per scrivere testi lunghi. Stesso discorso per il touchpad che non è molto comodo e risulta un pò troppo piccolo.

Il proverbio “non è tutto oro quel che luccica” racchiude il mio pensiero su questa tastiera. Tuttavia, nonostante i difetti di cui ho appena parlato, in un modo o in un altro si finisce per apprezzare questa tastiera, anche perchè diciamocelo, è veramente figa!

CREATE PAD

La seconda cosa particolare di cui vi parlo è il Create Pad, che è sempre nel pannello in cui si trova la Halo Keyboard, ma in particolare è sotto questa. Il create pad è una pellicola EMR (Electromagnomagnesis Resonance), cioè una Pellicola a risonanza elettromagnetica alimentata dalla tecnologia Wacom. In parole molto povere: è un grosso digitalizzatore Wacom che supporta fino a 2048 livelli di sensibilità alla pressione. Le onde elettromagnetiche del Create Pad vengono inviate da un sensore, ricevendo i segnali restituiti dalla penna. Questi segnali vengono quindi elaborati mediante alcuni algoritmi, permettendo la risposta digitale del tablet.

Una precisazione da fare in merito è che nel display non è presente un digitalizzatore Wacom come nel Cretae Pad. Si può sempre usare il pennino in dotazione per interagire con il display, ma ovviamente non è molto preciso.

Per capire a cosa serve questo digitalizzatore Wacom vi parlo di altri due accessori presenti in dotazione e che si abbinano perfettamente al Create Pad, ossia: la Real Pen ed il Book Pad.

REAL PEN

La Real Pen è una semplice penna passiva, che non ha bisogno di essere caricata. Una caratteristica pratica della Real Pen è la possibilità di passare dalla punta digitale ad una punta ad inchiostro mini-ballpoint (disponibile presso qualsiasi rivenditore di forniture per ufficio). In dotazione sono presenti due punte ad inchiostro ed una digitale, che possono essere scambiate molto semplicemente tramite il tappo della penna.

Se si usa la punta digitale, si può usare il create pad, cioè il digitalizzatore Wacom, come se fosse una tavoletta grafica. Si ha quindi la possibilità di disegnare nel pannello, di scrivere note ecc… Se invece si usa la punta ad inchiostro si può scrivere su un qualsiasi foglio, ed avere tutto riportato in formato digitale nel tablet.

La cosa molto “curiosa” è che il digitalizzatore sottostante riesce a captare ciò che stiamo scrivendo, anche se poggiamo sul pad MOLTI fogli (anche un centinaio), e questo grazie alla tecnologia di cui vi ho parlato prima con le onde elettromagnetiche.

Book Pad

Il Book Pad è un pad magnetizzato, dove si può fissare un block-notes con dei fogli A5 (anche questo in dotazione). Non esiste una tecnologia particolare all’interno del book pad, serve semplicemente ad allineare i fogli con il digitalizzatore sottostante. In alternativa al block-notes in dotazione si possono usare tranquillamente dei fogli standard, possibilmente in formato A5, in modo da adattarli al Book Pad.

Un’altra caratteristica pratica del Lenovo Yoga Book è che possiamo fare tutto quello di cui ho parlato, cioè mettere dei fogli sul pannello e scrivere con la real pen, senza bisogno di accendere il display. Il tablet autonomamente capisce che stiamo prendendo degli appunti e questi vengono salvati tra le note.

Caratteristiche tecniche

  • Dimensioni: 25.6 x 17 cm x 0.96 mm;
  • Peso: 690 gr;
  • Android: 7.1.1 Nougat;
  • Display: IPS da 10.1” in FHD, con risoluzione di 1920×1200 pixel e una luminosità massima di 400 nit;
  • Processore: Intel Atom x5-Z8550 con tecnologia a 14 nm;
  • GPU Intel HD 400;
  • RAM: 4 GB;
  • ROM 64 GB (espandibili con scheda SD fino a 128 GB);
  • Batteria da 8500 mAh;
  • Fotocamera posteriore 8 MP (auto-focus);
  • Fotocamera anteriore 2 MP (fuoco fisso).

Il display IPS lo definirei senza infamia e senza lode. Risulta ottimo nell’utilizzo quotidiano – come per esempio guardare qualche video o film – ma non è nulla di eccezionale. A bordo di questo Lenovo Yoga Book troviamo Android 7.1.1 e sotto questo punto di vista non c’è molto da dire, se non fare i complimenti a Lenovo perchè ha aggiornato parecchio il dispositivo nell’arco del tempo. E’ presente anche una versione con sistema operativo Windows che condivide lo stesso hardware con questa Android. Se devo dare un’opinione personale tra le due versioni, direi che preferisco quella con Android per due semplici motivi: prima di tutto perché si risparmia; poi perchè è un prodotto pensato per un utilizzo semplice da Tablet, che non risulta adatto per operazioni più pesanti, e per un prodotto del genere preferisco Android.

L’accoppiata processore Intel Atom x5-Z8550 e i 4GB di RAM nell’utilizzo quotidiano si comportano molto bene: si riescono tranquillamente a tenere diverse App aperte in background, diverse finestre di chrome aperte ecc… La GPU Intel HD 400 riesce a sopportare tranquillamente giochi da tablet anche pesanti. Buono anche l’audio riprodotto dai due speaker laterali stereo con tecnologia Dolby Atmos.

La batteria da 8500 mAh riesce a durare più di 24h con un utilizzo medio basso, e porta fino ad ora di cena con un utilizzo più intenso.

Le due fotocamere, com’è facile aspettarsi, sono abbastanza scarse, ma è anche lecito visto che non si tratta di un prodotto pensato per fare foto. Gli scatti vengono accettabili solamente con una buona luminosità.

Unboxing

La confezione del Lenovo Yoga è molto completa e tutti gli accessori di cui ho parlato migliorano l’utilizzo generale di questo tablet. All’interno della confezione si trovano: la real pen e tre punte, di cui 2 ad inchiostro ed una digitale; il book pad su cui posizionare dei fogli o il block notes presente in dotazione; cavo per la ricarica USB/micro-USB e l’alimentatore da 12V-2A.

Estetica

Esteticamente Yoga Book si presenta molto bene, non solo grazie alla bella tastiera di cui ho parlato, ma fa anche la sua figura da chiuso. E’ costruito in lega di magnesio-alluminio ed anche al tatto dà l’impressione di un prodotto premium. Le dimensioni generali sono molto contenute visti i 25.6 x 17 cm e appena 0.96 mm di spessore. È addirittura più piccolo di un classico quaderno con fogli A4. Anche il peso di 690 gr risulta abbastanza contenuto per un tablet 2-in-1, ed è proprio per questo che lo Yoga Book risulta perfetto per la mobilità.

Un plauso a Lenovo anche per quanto concerne le cerniere che tengono uniti display e create pad. Riprendono quando di già visto in altri dispositivi Lenovo risultando molto solide e permettendo di scegliere tra diverse angolazioni per l’utilizzo.

Cerniera che tiene unite le due parti
Posizione da portatile
Modalità tablet
Yoga Book aperto
Tablet chiuso

Nella parte sinistra sono presenti il carrellino per la scheda SD, uno dei due speaker, ingresso Mini HDMI (si avete capito bene, Mini HDMI), ed ingresso per la ricarica Micro USB. Avrei sicuramente preferito un ingresso Type-C per la ricarica, non solo perché sta diventando lo standard, ma anche perché avrei potuto utilizzare il mio adattatore con le varie porte per collegare una periferica esterna. A destra sono presenti il tasto di accensione e spegnimento, il secondo speaker, il bilanciere del volume ed ingresso Jack da 3.5mm.

Lato sinistro
Lato destro

Conclusioni

Grazie alle dimensioni ridotte e ad un peso contenuto, Lenovo Yoga Book risulta il tablet 2 in 1 perfetto per la mobilità. È un tablet pensato per un uso molto semplice, che non si può spingere oltre un certo tipo di utilizzo; proprio per questo il prezzo di circa 500 euro potrebbe sembrare esagerato. Prezzo che in realtà viene giustificato dalle tante particolarità di questo prodotto.

 

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Pubblicato da
Redazione