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WhatsApp a pagamento da oggi: cosa c’è di vero (o meglio di falso)

Di bufale WhatsApp ci ha abituati da tempo. Diversi sono i modi per cui lo spauracchio si diluisce in rete, prime fra tutte, le catene. Le tanto “amate” (dai truffatori) catene e tanto odiate dagli utenti del più popolare servizio di messaggeria oggi utilizzato. E, ovviamente, è una catena anche oggi ad allarmare i più.

Si tratta di un passaparola che, più dei “vecchi”, mira a spaventare i “nuovi”. E si tratta di un allarme che punta alla condivisione di una notizia che notizia non è: ovvero che , da oggi, WhatsApp sarà a pagamento

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Questo messaggio circola già da alcuni giorni, precisamente dal 6 gennaio. E il suo giro ha raggiunto milioni di utenti. Ovviamente, una notizia falsa, ma tant’è: subito condivisa, sviscerata, additata, commentata, accettata.

Diffusione rapida, (in)dolore e virale, proprio come l’influenza di questi gironi. E a cercare di porvi rimedio, le forze dell’ordine che dispensano consigli sulle modalità per non abboccare ad un amo ormai desueto e affidarsi ad alcuni media, ma non tutti. Quelli che hanno diffuso la notizia, infatti, – tra i quali anche un TG – avrebbero dovuto quanto prima capirne la veridicità o meno.

Da sabato mattina 13 gennaio 2018 WhatsApp diventerà a pagamento, se hai almeno 20 contatti manda questo messaggio a loro. Così risulterà che sei un utilizzatore assiduo e il tuo logo diventerà blu e resterà gratuito“. Questo il testo del messaggio.

I consigli dell’Agente Lisa

Ora vediamo cosa consiglia di fare l’Agente Lisa, la poliziotta social che su Facebook dispensa consigli agli utenti e apre loro gli occhi.

E poi un consiglio valido anche per chi condivide messaggi di regali a pioggia di finti buoni acquisto in negozi, supermercati e aziende. Non fate la figura dei creduloni e prima di mandarlo ai vostri amici mi raccomando verificate sempre la notizia su siti ufficiali“: la prima regola, dunque, è anche quella più semplice. Meglio non condividere nulla, non aprire link che promettono vincite da capogiro. Farsi prima qualche domanda e cercare di non fare mal comune mezzo gaudio. Ovvero, cercare di non diffondere l’influenza.

Sul sito di WhatsApp non è stato pubblicato alcun avviso in merito. Quindi, la bufala c’è tutta. E lo stesso vale per i profili di Twitter e Facebook dell’azienda. Da condividere, semmai, potrebbe essere proprio il messaggio dell’Agente Lisa. E, tranquilli, il servizio rimarrà gratuito. Magari, si diffonda questa, di notizia!

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Pubblicato da
Federica Vitale