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Perchè odiamo la nostra voce registrata. Lo spiega la scienza

scritto da Federica Vitale 22/10/2016 0 commenti 1 Minuti lettura
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Perchè non piace la nostra voce

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Riascoltare la propria voce registrata: un vero e proprio tormento per molti che, al massimo, lasciano gli altri ascoltare vergognandosi infinitamente di come possono apparire buffi. A tutti è capitato, prima o poi. Ma è bene sapere che c’è una ragione per cui, almeno una volta nella vita, ci siamo sentiti goffi e stupidi. E ce lo spiega addirittura la scienza.

Innanzitutto partiamo dal dato scientifico che il 95 per cento delle persone ritiene sgradevole la propria voce registrata. Partendo da questo assunto, vediamo cosa ci dice la scienza. Non c’è messaggio vocale, chiamata vocale o recorder che tenga. Il risultato è sempre lo stesso. Riascoltandoci è inevitabile un senso di fastidio, raccapriccio e uno spontaneo senso di critica che rileva qualsivoglia tipo di difetto.

Cosa dice la scienza

Quello che sentiamo noi, però, è diverso da quello che sentono gli altri. Quindi, sollevati, proseguiamo nella lettura di questo articolo. Alla base di questa differenza, sta una spiegazione davvero molto semplice, tanto che non ci avremmo mai pensato. Ascoltando la voce altrui – e quindi anche la nostra registrata – i suoni arrivano alle orecchie in modo diverso, ovvero filtrata da un processo tecnicamente noto come “conduzione aerea”. Per questa ragione, quindi, i suoni prodotti raggiungono prima l’orecchio esterno e poi il timpano, facendolo vibrare. Sono proprio le vibrazioni che, attraversando l’orecchio interno, vengono così trasmesse al cervello.

Insomma, quando parliamo normalmente le vibrazioni delle corde vocali raggiungono direttamente l’orecchio interno. Le onde sonore che si producono assumono frequenze diverse. Per tale ragione la nostra voce ci appare diversa. Mentre, ascoltandola dall’esterno, è nettamente diversa perchè il processo attraverso il quale raggiunge il cervello è esso stesso diverso.

Tranquillizziamoci, dunque, poiché quello che sentiamo noi non è quello che ascoltano gli altri. Meglio o peggio? È tutto molto soggettivo. Certa è, al contrario, l’alterazione inevitabile. Inoltre, c’è da considerare che, proprio come fa uno specchio, anche un registratore tende a deformare i suoni. Mentre, a livello psicologico, c’è da considerare una certa criticità intrinseca in ognuno di noi nel passare in rassegna qualsiasi cosa ci riguardi.

voce
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Federica Vitale
Federica Vitale

Federica Vitale nasce come web writer convinta e le sue passioni, sin da bambina, si sono rivelate la carta e la penna. Laureata in Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Perugia, ha conseguito la laurea in Lingue e Letterature Straniere nel 2003 e ha proseguito gli studi laureandosi nuovamente nel 2007 in Scienze e Tecniche della Comunicazione, presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Viterbo, dove ha collaborato come cultore della materia per la cattedra di Linguaggi Audiovisivi. Il suo percorso formativo e la sua passione per il cinema e la letteratura l’hanno portata a specializzarsi nell’analisi della produzione letteraria e delle sue trasposizioni cinematografiche. Ha pubblicato il libro 'L’universo africano di Karen Blixen'. Ama scrivere ed esprimersi anche attraverso la fotografia poiché le piace vivere il mondo a 360°. La passione per l’immagine e per le parole si riassumono nella creazione dell’articolo.

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