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Legge di Moore, cos’è e perché è morta

scritto da Federica Vitale 17/02/2016 0 commenti 1 Minuti lettura
legge di moore
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Cosa è la Legge di Moore

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L’hi-tech si aggiorna e, nel farlo, aggiorna anche lo schema di Moore. Era il 1965 quando il cofondatore di Intel, Gordon Moore, diede forma ad una nascente tecnologia informatica. E il resto che ne venne è storia. Di ogni giorno.

In pratica, questa legge o schema, che dir si voglia, prevedeva il raddoppiamento dei transistors presenti in un chip. Ciò sarebbe avvenuto in lasso di tempo ben preciso, ovvero 18 mesi. Una misura ipotizzata non a caso, poiché considerata ottimale ai fini di un progresso incentrato sulla miniaturizzazione delle singole componenti.

Lo schema di Moore

Tanto per capirsi, a noi comuni mortali digiuni di nozioni informatiche, tale schema prevede che se oggi viene sviluppato un qualsiasi computer o dispositivo con un determinato processore, tra un anno e mezzo (ossia i 18 mesi di cui sopra) verrà prodotto un altro pc con componenti le cui dimensioni saranno raddoppiate. E le caratteristiche tecniche di cui disporrà saranno raddoppiate rispetto al predecessore (un octa-core di oggi, per intendersi, tra un anno e mezzo avrà un processore a 16 core).

Lo schema di Moore, dunque, è considerato un po’ il filo conduttore dell’hi-tech. Da oltre 50 anni, infatti, è stato il fanalino del percorso tecnologico informatico. Oggi, sono i responsabili della Semiconductor Industry Association a rendere noto come l’eccessiva miniaturizzazione dei transistors abbia dato origine ad una serie di problemi che dovremo risolvere. Si parla di surriscaldamento dei circuiti, ma anche di una forte necessità a proiettarsi verso nuove tecnologie e ricerche.

L’hi-tech di oggi, inoltre, è fortemente miniaturizzato. Oltre il quale è difficile andare. Come gestire, dunque, queste nanocomponenti presenti nei microchip? Si presuppone in futuro un ritorno al passato? Certamente si necessità di rinnovate potenzialità, ma anche di inedite strutture. Che, probabilmente, vedremo nascere, svilupparsi e prodursi fra quei fatidici 18 mesi.

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Federica Vitale
Federica Vitale

Federica Vitale nasce come web writer convinta e le sue passioni, sin da bambina, si sono rivelate la carta e la penna. Laureata in Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Perugia, ha conseguito la laurea in Lingue e Letterature Straniere nel 2003 e ha proseguito gli studi laureandosi nuovamente nel 2007 in Scienze e Tecniche della Comunicazione, presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Viterbo, dove ha collaborato come cultore della materia per la cattedra di Linguaggi Audiovisivi. Il suo percorso formativo e la sua passione per il cinema e la letteratura l’hanno portata a specializzarsi nell’analisi della produzione letteraria e delle sue trasposizioni cinematografiche. Ha pubblicato il libro 'L’universo africano di Karen Blixen'. Ama scrivere ed esprimersi anche attraverso la fotografia poiché le piace vivere il mondo a 360°. La passione per l’immagine e per le parole si riassumono nella creazione dell’articolo.

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