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Lettori di impronte digitali più piccoli in futuro

Lettore di impronte digitali

In futuro i lettori di impronte digitali saranno più piccoli e potranno essere nascosti nello smartphone in superfici estremamente ridotte rispetto alle soluzioni impiegate al giorno d’oggi.

In un periodo storico in cui la sicurezza è uno degli aspetti più importanti, i lettori di impronte digitali si sono diffusi a macchia d’olio. Diventati famosi con l’iPhone 5s di Apple, è possibile trovare adesso un lettore di questo genere su decine di smartphone, dalla fascia bassa a quella alta del mercato. Attualmente il sensore che legge le impronte viene nascosto nei tasti home o in apposite zone poste sul retro degli smartphone, ma in futuro queste soluzioni saranno obsolete e i lettori di impronte digitali saranno molto più piccoli.

Crucialtec ha infatti sviluppato un nuovo algoritmo, nascosto in una superficie ridotta e chiamato dall’azienda “Muon”, in grado di leggere le impronte digitali velocemente e con un margine di errore pari a 1/50.000. Un lettore di questo genere potrebbe trovare applicazione sugli smartphone in zone meno visibili, come per esempio il tasto power, il bilanciere del volume o addirittura i bordi del dispositivo, che stanno diventando sempre più sottili. In generale, un’area maggiore significa una maggior accuratezza nella lettura delle impronte, ma in qualche modo Crucialtec 

è riuscita ad ottenere lo stesso risultato anche su una superficie estremamente ridotta.

Il nuovo algoritmo di Crucialtec è inoltre in grado di leggere, riconoscere e decodificare le impronte digitali in soli 0.3 secondi. I sensori per le impronte conosceranno uno sviluppo ancora maggiore nei prossimi mesi: gli analisti infatti hanno già dichiarato che nel 2016 questo tipo di sicurezza diventerà estremamente diffuso sugli smartphone di ogni fascia, assieme al Force Touch introdotto da Huawei e Apple. Il prossimo passo sarà sicuramente lo scanner dell’iride, che possiamo trovare attualmente su pochissimi dispositivi, perlopiù giapponesi.

 

 

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Pubblicato da
Tommaso Calabrese