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Il padre dell’antivirus McAfee sarà candidato alla Casa Bianca

scritto da Redazione 09/09/2015 0 commenti 2 Minuti lettura
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candidatura McAfee

candidatura McAfee

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La partita delle presidenziali americane fino a ieri sembrava chiusa solamente a due grandi concorrenti: Hillary Clinton e Donald Trump. Ma in queste ore si fa sempre più consistente la notizia di una candidatura alla Casa Bianca del magnate John McAfee, creatore dell’omonimo software antivirale.

L’eccentrico tycoon tech, da quanto emerge in una intervista pubblicata su Wired America, è in procinto di annunciare la sua candidatura. McAfee ha già presentato la documentazione necessaria presso la Commissione elettorale federale per entrare nella competizione e ha lanciato un sito web ufficiale, mcafee16.com, con l’intenzione di lanciare il suo proprio partito per sostenere la sua nomina. Una comunicazione è arrivata poche ore fa dal suo profilo Twitter riporta un articolo del Time che lo annuncia come candidato. La candidatura ufficiale potrebbe arrivare già domani 10 settembre.

McAfee candidato per la tutela della privacy

Questa nuova formazione politica, il cui nome probabilmente sarà ‘Cyber Party’, sarà lontana dal tradizionale duopolio del partito democratico e del partito repubblicano. I punti qualificanti dell’alternativa proposta da McAfee saranno sicuramente incentrati sulla tecnologia e la tutela della privacy, un argomento per cui si è speso progettando già nel 2013 un software per proteggere i dati sensibili dalle intrusioni della NSA.

McAfee annuncia la sua candidatura via Twitter

McAfee annuncia la sua candidatura via Twitter

A proposito di tecnologia, come riporta il Guardian, il milionario americano denuncia una sostanziale ignoranza della politica americana: “È chiaro che la leadership del nostro paese è analfabeta sulla tecnologia fondamentale che sostiene ogni ambito della nostra vita attuale, che è la cyberscience, i nostri smartphone, la nostra macchina militare, le nostre comunicazioni“.

Le ombre di John McAfee

John McAfee in un ritratto del 2013 (AP Photo/The Canadian Press, Graham Hughes)

John McAfee in un ritratto del 2013 (AP Photo/The Canadian Press, Graham Hughes)

McAfee sostiene che la sua candidatura sia stata voluta dal basso. “Ho ricevuto molte migliaia di email che mi hanno spinto a correre per la presidenza. Non è qualcosa che avrei scelto di fare da solo“, ha dichiarato a Wired.

Certo è che, se la candidatura sarà confermata, McAfee dovrà spiegare all’opinione pubblica americana la sua posizione riguardo l’omicidio del suo vicino di casa nel Belize, e della sua fuga in Guatemala poco dopo che iniziarono le indagini che lo vedevano come persona informata sui fatti. E in più c’è un altro episodio più recente in cui è stato arrestato per possesso d’armi e produzione di droga in Tennessee e rilasciato dietro cauzione.

Per quanto la corsa del fondatore della celebre software house sia un elemento importante che si aggiunge al dibattito tra i candidati già noti, è chiaro che fuori dagli schieramenti tradizionali sarà difficile far emergere una terza forza politica. Tuttavia questo nome potrebbe far tornare all’ordine del giorno del confronto politico americano temi come tutela della privacy e rapporti tra potere e information technology che rischiavano di assopirsi dopo l’onda dello scandalo per le violazioni della NSA.

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