La divisione Xbox di Microsoft potrebbe trovarsi in una fase completamente nuova. Stando a quanto emerso nelle ultime ore, la casa di Redmond avrebbe deciso di allentare in modo significativo la pressione sui profitti che gravava sulla sua divisione videoludica, aprendo di fatto la strada a una maggiore libertà di manovra per il team gaming. A parlarne è stato Jez Corden, giornalista di Windows Central e figura molto vicina all’ambiente Microsoft e Xbox. «Una cosa che ho sentito di recente è che Xbox ha ridotto la pressione sui profitti imposta dall’alto», ha dichiarato Corden, aggiungendo che «questo consente alla divisione una maggiore libertà». Ovviamente si tratta di informazioni non confermate ufficialmente, da considerare quindi come voci di corridoio, per quanto piuttosto verosimili.
Il punto è che questa storia non nasce dal nulla. La questione dei profitti era un tema già discusso da tempo. Secondo alcuni report precedenti, la divisione Microsoft Gaming sarebbe stata tenuta a raggiungere una soglia di profitto del 30% sulle sue produzioni. Un obiettivo francamente ambizioso, quasi irrealistico considerando lo stato attuale dell’industria dei videogiochi, dove i costi di sviluppo sono esplosi e i margini si sono assottigliati per tutti i grandi publisher.
Come la pressione sui profitti ha influenzato le scelte di Xbox
Quella richiesta del 30%, che non è mai stata confermata in via ufficiale, secondo molti osservatori sarebbe stata la vera causa dietro ad alcune decisioni controverse prese negli ultimi tempi. Prima fra tutte, la scelta di portare le produzioni Xbox anche su altre piattaforme, una mossa pensata per ampliare la base di introiti ma che ha inevitabilmente indebolito la forza del brand Xbox come ecosistema esclusivo.
Va detto che Sarah Bond, figura di primo piano nella dirigenza Xbox, era già intervenuta sull’argomento lasciando intendere che la soglia del 30% non fosse corretta. Ma dati precisi e dichiarazioni nette su questo fronte non sono mai arrivati pubblicamente, lasciando spazio a interpretazioni e speculazioni di ogni tipo. Quello che sembra essere cambiato ora è il contesto stesso. Con l’arrivo della nuova CEO Asha Sharma, la riorganizzazione interna potrebbe aver toccato anche questo aspetto fondamentale. Microsoft, insomma, avrebbe abbassato le pretese economiche nei confronti della divisione Xbox, riducendo quelle che vengono descritte come richieste particolarmente esose.
Cosa significa per il futuro di Xbox
Se queste informazioni dovessero trovare conferma, le conseguenze potrebbero essere piuttosto concrete. Secondo Corden, l’allentamento sugli obiettivi di profitto non riguarderebbe soltanto la produzione di videogiochi in senso stretto. La nuova libertà permetterebbe al team Xbox anche di lavorare su caratteristiche della piattaforma che non siano direttamente finalizzate a generare ricavi immediati. Tradotto: funzionalità per gli utenti, miglioramenti del servizio, investimenti che magari non portano soldi subito ma costruiscono valore nel tempo. Nel frattempo, proprio in questa settimana, sarebbe previsto un evento Xbox di presentazione che dovrebbe includere, tra le altre cose, l’annuncio di Metro 2039.