Capire quali saranno le prossime esclusive Xbox non è affatto semplice in questo momento, e a mettere le mani avanti ci ha pensato Matt Booty, chief content officer dell’azienda, che ha invitato i fan a non dare per scontato che tutti i giochi single player finiscano blindati sulle sole macchine di casa Microsoft. Un messaggio che, tra le righe, dice parecchio sulla direzione presa dalla compagnia.
Dopo aver portato lentamente molti dei suoi titoli un tempo esclusivi anche sulle piattaforme rivali, Xbox ha annunciato di recente un ritorno all’esclusività. Gears of War: E-Day sarà disponibile soltanto su Xbox Series X|S e PC quando arriverà quest’anno, e la stessa cosa vale per Clockwork Revolution, atteso nel corso del prossimo anno. Altri titoli seguiranno la stessa strada in futuro, ma non c’è una regola valida per tutti.
Perché non ogni gioco in uscita da Xbox Game Studios, Bethesda e Activision Blizzard viaggerà su quei binari. Minecraft Dungeons 2 e Grounded 2 arriveranno entrambi anche su altri sistemi entro la fine dell’anno, e il chief strategy officer Matthew Ball ha spiegato che pure i grandi titoli live service resteranno multipiattaforma d’ora in avanti.
Xbox: il single player non è più una garanzia di esclusiva
Se i grandi giochi multipiattaforma escono ovunque, allora è ragionevole aspettarsi che almeno i titoli single player più identitari restino appannaggio di Xbox. Ma non è detto. Parlando proprio di questo ritorno un po’ confuso alle esclusive, Booty ha chiarito il punto senza troppi giri di parole: non conviene fissarsi troppo sul single player, è una buona regola generale ma non qualcosa scolpito nella pietra.
Alla domanda su come l’azienda decida cosa tenere esclusivo e cosa no, Booty ha risposto che nel portfolio ci sono tanti giochi diversi e che bisogna ragionare su come ciascuno serva scopi differenti all’interno del catalogo. Ball è stato ancora più diretto, ammettendo di sapere bene che questo approccio non risulta ovvio a tutti i giocatori, ma assicurando che c’è l’impegno a rendere il tutto più chiaro.
Al momento la strategia Xbox è quella di non annunciare le piattaforme finché un gioco non è vicino all’uscita. L’auspicio è che in futuro l’azienda tolga un po’ di questa incertezza, perché così com’è messa la faccenda lascia parecchi dubbi in sospeso.
Per ora una cosa la sappiamo bene. I grandi giochi multiplayer proveranno ad attirare attenzione da ogni fronte, quindi i futuri Call of Duty resteranno disponibili anche sulle console rivali. Diverso il discorso per i titoli single player, il cui destino rimane appeso a un filo. Nomi come OD di Hideo Kojima o The Elder Scrolls 6 non hanno ancora una collocazione definita, e proprio questa mancanza di certezze alimenta le domande dei giocatori.
Con così tanti elementi ancora in movimento, il tentativo di Microsoft sembra quello di lasciarsi mano libera, decidendo caso per caso quale gioco spingere solo sul proprio ecosistema e quale invece far viaggiare dappertutto.