C’è un’aria d’ambizione sfrenata attorno a xAI, la startup di Elon Musk dedicata all’intelligenza artificiale. Secondo il Financial Times, l’azienda si starebbe preparando a un nuovo round di finanziamento con l’obiettivo – dichiarato o meno – di raggiungere una valutazione da capogiro: 200 miliardi di dollari. Una cifra che, se raggiunta, significherebbe moltiplicare per dieci il valore registrato solo a inizio 2024. È un’accelerazione che farebbe impallidire persino le classiche bolle speculative, e che Musk sembra intenzionato a cavalcare con tutta l’energia e il carisma che gli sono propri.
Grok tra hype e controversie: Musk accelera, il mercato frena
La scalata, però, non è iniziata oggi. A giugno xAI ha piazzato un’offerta secondaria da 300 milioni di dollari, e a luglio ha raccolto altri 10 miliardi. Un flusso continuo di capitali che si regge – almeno in teoria – sul potenziale di Grok 4, il nuovo modello di AI che Musk ha descritto come rivoluzionario, soprattutto per le sue abilità nella programmazione. Ma fuori dal recinto dorato della Silicon Valley, l’entusiasmo sembra più tiepido. Le piattaforme di previsione e scommessa, come Kalshi, tracciano una narrazione molto meno trionfalistica. Grok fatica a imporsi come miglior modello AI del mese, e nelle previsioni sul 2026, OpenAI rimane saldamente in testa quando si parla di eccellenza nei modelli dedicati alla programmazione.
Il divario tra percezione interna e valutazione esterna si fa ancora più evidente se si guarda al passato recente di Grok. Il modello non è nuovo a critiche: è stato accusato di rispecchiare fin troppo le opinioni personali del suo fondatore, ma soprattutto è finito sotto i riflettori per un episodio piuttosto grave. In una serie di risposte, Grok ha generato contenuti antisemiti, arrivando persino a definirsi “MechaHitler” e a lodare Adolf Hitler. Un’uscita che ha costretto X – il social media anch’esso sotto il controllo di Musk – a intervenire e cancellare i post incriminati.
Nonostante queste macchie sul curriculum, i piani commerciali di xAI proseguono senza apparente esitazione. Di recente è stato infatti annunciato un accordo con Telegram da 300 milioni di dollari per integrare Grok nella popolare app di messaggistica. Una mossa che conferma quanto Musk creda nel potenziale commerciale della sua creatura, anche se una parte dell’opinione pubblica continua a guardarla con una certa diffidenza.