Una connessione Bluetooth con un nome decisamente sbagliato è bastata a costringere un aereo della United Airlines a invertire la rotta e tornare al punto di partenza. È successo sul volo 236, partito da Newark, nel New Jersey, e diretto a Palma di Maiorca, in Spagna. I passeggeri erano in viaggio da circa un’ora quando il pilota ha fatto un annuncio che, diciamolo, non capita di sentire tutti i giorni. Spegnere immediatamente ogni connessione Bluetooth attiva, altrimenti l’aereo sarebbe rientrato a Newark.
Volo United Airlines: un annuncio che ha lasciato tutti spiazzati
A bordo nessuno sapeva davvero cosa stesse succedendo. Diversi passeggeri hanno raccontato la vicenda in tempo reale sui social, spiegando che il pilota era in contatto con la sede della compagnia a Chicago, in Illinois, e che proprio da lì arrivava l’ordine di disattivare quelle connessioni. Alla fine due dei dispositivi Bluetooth sono stati spenti, ma ormai la decisione era presa. L’aereo ha fatto inversione ed è tornato indietro.
La cosa curiosa è che, mentre i passeggeri continuavano a usare il Wi-Fi per postare aggiornamenti, c’era chi seguiva tutto da terra. Qualcuno ascoltava le comunicazioni con la torre di controllo via internet. Un utente di Reddit, “SensitiveSubject3858”, ha scritto di aver visto il velivolo passare dal proprio portico, capendo subito che qualcosa non andava perché nessun aereo fa quel tipo di rotta. Un altro è persino riuscito a fotografare il volo mentre sorvolava la zona.
La parola di quattro lettere che ha fatto scattare tutto
Il motivo del dietrofront è venuto fuori proprio grazie a un feed in diretta del controllo di terra dell’aeroporto di Newark. Da quella trasmissione si è capito che un passeggero aveva con sé uno speaker Bluetooth il cui nome di connessione conteneva una parola tutt’altro che rassicurante. Non quella che verrebbe in mente pensando alle classiche imprecazioni, ma una ben più pesante in aria: “Bomb”, cioè bomba.
A quel punto la procedura è stata rigida. Ai passeggeri è stato chiesto di scendere lasciando i bagagli a bordo, anche se hanno potuto portare con sé telefoni e passaporti. Ad attendere l’aereo, una volta atterrato a Newark dopo circa due ore di volo, c’erano i Federal Marshals. La compagnia, tra l’altro, aveva da poco vietato ai passeggeri di ascoltare audio o video senza cuffie o auricolari, molti dei quali funzionano proprio via Bluetooth.
Non è chiaro se si sia trattato di uno scherzo deliberato o di una semplice leggerezza. Il responsabile, alla fine, è risultato essere un ragazzo adolescente. Dopo il controllo dell’aereo da parte delle forze dell’ordine, il volo è ripartito ed è atterrato senza problemi a Palma di Maiorca alle 9:41 ora della costa orientale degli Stati Uniti. Ai passeggeri è stato dato un buono pasto.
Un precedente molto simile
Non è la prima volta che capita qualcosa del genere. Sempre su un volo United partito da Newark, il pilota aveva minacciato di chiamare l’FBI e di far controllare i telefoni dei passeggeri dopo che qualcuno aveva usato un nome offensivo e antisemita per il proprio hotspot Wi-Fi. Il nome scelto era “Free Palestine, F Zionists”, e questo era bastato a far partire l’annuncio su FBI, perquisizioni e possibile deviazione del velivolo.
In quel caso il pilota aveva concesso 30 secondi per disattivare l’hotspot. Il passeggero, mai identificato, aveva obbedito subito, e l’aereo era arrivato regolarmente a Miami senza alcun intervento dell’FBI.
La morale, per chi usa Bluetooth o Wi-Fi in volo ma anche su un treno o un autobus, è semplice: attenzione al nome scelto per la connessione. Un nome sbagliato può far arrivare in ritardo, far cambiare destinazione o, nel peggiore dei casi, portare dritti tra quattro mura senza finestre e un paio di guardie armate.