ZAK-30 Citadel è il nome della nuova torretta anti drone presentata dal colosso statale russo Rostec, un sistema fisso pensato per fare una cosa sola e farla bene: intercettare e abbattere quadricotteri e velivoli a controllo remoto ad ala fissa. Vista la crescente capacità ucraina nel settore dei droni, non sorprende affatto che la Russia stia investendo in tecnologie sempre più mirate ed efficaci per contrastare questa minaccia.
Proiettili da 30 millimetri che esplodono a mezz’aria
Quello che rende ZAK-30 Citadel diversa dai sistemi più tradizionali è il tipo di munizionamento impiegato. La torretta utilizza proiettili da 30 millimetri dotati di un sistema di detonazione controllata a distanza, capaci di esplodere a mezz’aria calcolando in modo autonomo il momento esatto dell’impatto. In pratica, il proiettile non ha bisogno di colpire fisicamente il bersaglio: detona nelle sue vicinanze e rilascia una nube di frammenti che risulta letale per la struttura leggera dei droni.
Va detto che questa tecnologia non è completamente inedita. Anche diversi produttori occidentali si muovono da tempo in direzioni molto simili. Rheinmetall, ad esempio, integra proiettili analoghi nelle torrette Skyranger, mentre Northrop Grumman sfrutta i sistemi Bushmaster con munizioni da 30 millimetri a tempo. Il principio di fondo è lo stesso: frammenti metallici o sfere di tungsteno che si espandono nell’aria, ricreando un effetto paragonabile a quello di un fucile a pompa. Per un drone, che per sua natura è leggero e strutturalmente fragile, un impatto del genere è praticamente impossibile da sopravvivere.
Come funziona il sistema di puntamento della torretta Rostec
Dal punto di vista meccanico, la torretta anti drone ZAK-30 Citadel si muove su un asse rotante che consente di modificare l’alzo della canna, così da poter colpire bersagli anche ad angolazioni particolarmente elevate. Questo è un dettaglio tutt’altro che trascurabile, perché i droni spesso si avvicinano dall’alto o con traiettorie irregolari, e avere la possibilità di orientare il fuoco quasi verticalmente rappresenta un vantaggio operativo significativo.
Per quanto riguarda la fase di rilevazione, il sistema impiega una combinazione di sensori radar e ottici che operano sia nello spettro visibile sia nell’infrarosso. Questa doppia modalità di acquisizione permette alla torretta di individuare le minacce in condizioni diverse, anche quando la visibilità è ridotta, e di seguirne la traiettoria con precisione prima di ingaggiare il bersaglio. ZAK-30 Citadel si configura quindi come una soluzione dedicata alla difesa di installazioni fisse, pensata per rispondere a una delle sfide più pressanti che i moderni campi di battaglia stanno ponendo: neutralizzare sciami di droni a basso costo prima che possano raggiungere i loro obiettivi.