Tomodachi Life: Una Vita da Sogno è finalmente arrivato sugli scaffali digitali, e con esso torna quella miscela irresistibile di situazioni assurde, soap opera improvvisate e vita quotidiana dei Mii che aveva conquistato milioni di giocatori col primo capitolo. Il nuovo episodio della serie firmata Nintendo è ora disponibile, dopo che la demo pubblicata nelle scorse settimane aveva già fatto registrare un’accoglienza entusiasta da parte del pubblico.
I Mii tornano a vivere le loro vite folli
Per chi non avesse familiarità col concetto, Tomodachi Life: Una Vita da Sogno è un simulatore di vita in cui i Mii, quegli avatar morbidi e stilizzati nati ormai vent’anni fa con la Wii, conducono esistenze del tutto autonome su un’isola. Il bello è proprio questo: non si ha il controllo totale su quello che fanno. Si può dare loro una spintarella, magari suggerire una direzione, ma le decisioni restano in gran parte le loro. E il risultato, prevedibilmente, è il caos più divertente che si possa immaginare.
Tra le novità più interessanti di questo capitolo c’è la possibilità di prestabilire le relazioni tra i Mii basandosi sulle persone del mondo reale che li ispirano. Non solo: le preferenze in ambito relazionale ora godono di un grado di libertà molto più ampio, una scelta che è stata accolta con grande favore, in particolare dalle comunità legate alle minoranze di genere e di orientamento. Un passo avanti significativo per la serie, che dimostra una sensibilità crescente da parte degli sviluppatori.
Attività, sogni e notiziari surreali
Tomodachi Life: Una Vita da Sogno non si limita però alle relazioni. L’isola pullula di attività commerciali gestite dai Mii: ci sono i classici negozi di vestiti, certo, ma anche opzioni nuove come i ristoranti a base di sushi. Il ventaglio si è allargato parecchio rispetto al passato, e questo dà alla simulazione una profondità che prima mancava.
Tornano poi due elementi che i fan della serie ricorderanno con affetto (e un po’ di inquietudine): le sequenze oniriche e i notiziari. I sogni dei Mii sono qualcosa di difficile da descrivere a parole, scene che ricordano le atmosfere più surreali e stranianti del cinema d’autore. I notiziari, invece, vedono i Mii trasformarsi in improbabili giornalisti da studio televisivo, pronti a raccontare gli avvenimenti più bizzarri che accadono sull’isola. Sono momenti di pura comicità involontaria, o forse volontaria, difficile dirlo con certezza.
Come nei capitoli precedenti, le coppie di Mii sposate possono avere dei figli, i cui tratti del viso vengono generati in modo autonomo dal gioco, mescolando i lineamenti dei genitori con risultati che spaziano dal tenero al comicamente inquietante. Le opzioni di personalizzazione dell’isola, inoltre, raggiungono in questo nuovo capitolo un livello mai visto prima nella serie, offrendo ai giocatori strumenti molto più ricchi per plasmare il proprio piccolo mondo virtuale.