Quando si parla di Switch 2 e della sua capacità di reggere il confronto con console ben più potenti, la chiave di volta ha un nome preciso: DLSS. È grazie a questa tecnologia di upscaling firmata NVIDIA che la console ibrida riesce spesso a giocarsela alla pari, almeno sulla carta. Ma il porting di Kingdom Hearts 3 racconta una storia un po’ diversa, e nemmeno troppo lusinghiera per chi sperava in miracoli tecnici. Square Enix ha già reso disponibile una demo giocabile del terzo capitolo, in anticipo rispetto all’arrivo della raccolta completa previsto per ottobre, e i primi test hanno acceso più di un campanello d’allarme.
L’occasione è ghiotta, va detto. Con la Kingdom Hearts Collection [I~III] tutta la saga approda finalmente su Nintendo Switch 2, permettendo per la prima volta agli utenti Nintendo di giocare questi titoli in maniera nativa, anche in mobilità. Un bel regalo per i fan, considerando che si arriva preparati al grande appuntamento con Kingdom Hearts 4, che ha concrete possibilità di vedere la luce nel 2027. Insomma, il terreno viene preparato con cura, ma è proprio nel dettaglio tecnico che emergono le crepe.
Switch 2 e Kingdom Hearts 3: quando il porting legacy in Unreal Engine 4 fa la differenza
Qui entra in gioco un’analisi preliminare che ha messo sotto la lente il funzionamento della demo. Il quadro che ne esce è chiaro: senza DLSS, la console fatica parecchio. La tecnologia di upscaling non è un semplice optional che migliora la resa, ma diventa una vera e propria necessità perché Switch 2 possa anche solo avvicinarsi alle prestazioni viste su PlayStation. Tradotto in parole povere, l’hardware da solo non basta, ed è l’intelligenza artificiale di NVIDIA a fare il lavoro sporco dietro le quinte.
Attenzione però a non fraintendere il messaggio. Il porting non è rotto né tecnicamente disastroso, anzi. La demo gira, si lascia giocare e mantiene una sua dignità. Il punto è un altro, ed è più sottile: la build basata sul vecchio Unreal Engine 4 finisce per togliere a Switch 2 quella stampella su cui di solito può contare. Si tratta di una versione legacy del motore grafico, e proprio per questo motivo l’apporto del DLSS diventa ancora più cruciale per tenere in piedi l’intera baracca.
È un dettaglio che racconta bene la natura ibrida e per certi versi furba di questa console. Kingdom Hearts 3 diventa quasi un banco di prova involontario, capace di mostrare cosa succede quando viene a mancare quel supporto tecnologico che normalmente permette alla macchina di superare i propri limiti naturali. La demo resta disponibile per chi vuole farsi un’idea diretta, in attesa che la collection arrivi a ottobre con tutti e tre i capitoli della serie pronti all’appello.