Subaru non ha intenzione di mandare in pensione la leva del cambio, e lo ha fatto capire nel modo più chiaro possibile: tre nuove auto con cambio manuale sono in arrivo, tutte presentate durante un weekend di gara al Fuji Speedway. Mentre buona parte dell’industria spinge sull’automatico e sull’elettrico, la Casa giapponese si tiene stretta i tre pedali, in compagnia di pochi altri irriducibili come BMW con le M e Mazda con la MX-5.
La presentazione è arrivata nel bel mezzo di una gara endurance, e ha anticipato un trio di vetture che promettono di far felici gli appassionati. Il Chief Technology Officer Tetsuro Fujinuki ha spiegato la filosofia dietro questi progetti con poche parole: l’obiettivo è creare auto che si possano apprezzare in modo più rilassato, quasi quotidiano.
La prima delle tre, stando a quanto si vede nelle immagini diffuse dall’azienda, sarebbe una nuova variante della WRX con il cambio TY85, lo stesso montato sulle precedenti generazioni STI. Se questo basti per parlare di una vera e propria WRX STI non è ancora chiaro, ma il modello sembra prendere spunto dalla WRX STI Sport# Prototype mostrata all’inizio dell’anno. Un dettaglio che fa pensare, perché quel prototipo aveva fatto parecchio rumore.
La seconda vettura è una derivazione della BRZ, pensata come seguito della STI Sport Type RA, una serie speciale lanciata in Giappone l’anno scorso. Di quella ne sono state costruite appena 300 unità, vendute addirittura tramite sorteggio. L’erede punterà tutto su leggerezza e piacere di guida, più che sulla potenza pura. Tradotto: niente motore più cattivo, almeno per ora. Una scelta che va controcorrente, ma che ha una sua logica precisa.
La più curiosa del gruppo è la terza, una hatchback descritta come una nuova base car accessibile. Per tenere bassi i costi, Subaru starebbe rivedendo i materiali su tutta la vettura e semplificando la dotazione di serie. Resta da capire se condividerà qualcosa con la Performance-B STI Concept presentata al Japan Mobility Show dello scorso anno, che era poi una hot hatch in stile WRX STI in tutto e per tutto, tranne nel nome. Il modello di serie, invece, potrebbe essere un progetto del tutto nuovo, con l’accessibilità come bussola.
Le tre auto dovrebbero arrivare in modo scaglionato entro la fine del prossimo anno. A muovere le fila c’è lo Sports Vehicle Planning Office, l’ufficio interno che Subaru ha creato apposta per seguire i progetti più appassionanti. Sempre da qui è uscita, all’inizio dell’anno, una BRZ rialzata in versione rally, con trazione integrale e motore turbo. Una versione stradale di serie? Per il momento nessuna certezza.
Conviene comunque tenere le aspettative basse. C’è una possibilità concreta che molte di queste auto, se non tutte, restino un’esclusiva per il Giappone. Subaru ha alle spalle una lunga tradizione di edizioni speciali a tiratura limitata pensate solo per il mercato domestico. Una WRX STI con il manuale avrebbe perfettamente senso negli Stati Uniti, e anche una hatchback economica troverebbe spazio in un segmento ormai abbandonato. Eppure, almeno per adesso, tutti e tre i modelli sembrano destinati a rimanere in patria. Stesso discorso vale per la BRZ in specifica rally, sviluppata per gareggiare nel Campionato Rally Giapponese.