Stellantis e Dongfeng starebbero valutando una nuova partnership che, se confermata, avrebbe implicazioni enormi per il futuro della produzione automobilistica in Europa. Il punto centrale della questione è tanto semplice quanto delicato: da una parte ci sono stabilimenti europei che lavorano ben al di sotto della loro capacità, dall’altra un costruttore cinese che cerca un modo per aggirare i dazi europei sulle importazioni. Sembra un incastro perfetto, almeno sulla carta.
I dettagli restano ancora piuttosto vaghi, ma le fonti parlano di un accordo in cui Dongfeng potrebbe ottenere accesso agli stabilimenti sottoutilizzati di Stellantis in Europa, mentre in cambio il gruppo cinese potrebbe costruire veicoli Stellantis in Cina. Una sorta di scambio strategico che, però, porta con sé un rischio evidente: aprire le porte a un concorrente potrebbe finire per erodere le vendite dei propri marchi. Le trattative sembrerebbero già a uno stadio relativamente avanzato. Funzionari di Dongfeng avrebbero visitato siti produttivi in Germania e in Italia. E non è tutto: il costruttore cinese potrebbe arrivare, in una fase successiva, ad acquisire o investire in uno o più stabilimenti europei.
Stabilimenti italiani e la crisi della produzione
Non è ancora chiaro quali impianti potrebbero essere coinvolti nell’eventuale accordo, ma è difficile non pensare subito all’Italia. Marchi come Alfa Romeo e Maserati stanno attraversando un periodo complicato. La produzione italiana è in calo da tempo, e la frustrazione accumulata ha portato a scioperi già nel 2024. Per dare un’idea della portata del problema: Stellantis e i gruppi che l’hanno preceduta avrebbero tagliato la produzione italiana di quasi il 70% nell’arco di 17 anni.
Ecco perché l’idea di affidare parte della capacità produttiva a Dongfeng genera sentimenti contrastanti. Da un lato potrebbe significare posti di lavoro e attività per fabbriche che oggi girano a vuoto. Dall’altro, però, c’è chi vede in questa mossa un ulteriore passo verso lo svuotamento dell’identità industriale italiana del gruppo. Va detto che Stellantis non sta parlando solo con Dongfeng. Il gruppo avrebbe avuto discussioni anche con altri costruttori cinesi, tra cui Xpeng e Xiaomi. Del resto, esiste già un rapporto consolidato e di successo con Leapmotor, il che potrebbe spiegare un certo ottimismo verso ulteriori collaborazioni con aziende cinesi.
Un legame storico tra Dongfeng e i marchi francesi di Stellantis
C’è anche un dettaglio storico che rende questa trattativa meno sorprendente di quanto possa sembrare a prima vista. Dongfeng ha una lunga relazione con PSA, il gruppo francese che oggi è parte di Stellantis. Da quella partnership nacque Dongfeng Peugeot Citroën Automobile, anche se i marchi francesi non sono mai diventati protagonisti di primo piano sul mercato cinese. Stellantis, dal canto suo, ha rilasciato una dichiarazione piuttosto generica, spiegando che «nell’ambito delle normali attività aziendali, il gruppo intrattiene discussioni con diversi operatori del settore in tutto il mondo su vari argomenti, sempre con l’obiettivo finale di offrire ai clienti le migliori soluzioni di mobilità». Una frase che non conferma e non smentisce nulla di specifico, ma che lascia chiaramente la porta aperta.
Per i costruttori cinesi, produrre direttamente in Europa rappresenta la strada più logica per evitare i pesanti dazi sulle importazioni. Per Stellantis, riempire stabilimenti che oggi lavorano a ritmi ridottissimi potrebbe essere una questione di sopravvivenza industriale in alcuni mercati. Resta da capire se e quando un accordo formale verrà annunciato, e soprattutto quali condizioni verranno messe sul tavolo.