Donare il sangue spaventa più di quanto si pensi, e non per il gesto in sé ma per quella sensazione di disagio legata all’ago, all’attesa, alla procedura. Samsung ha provato a girare la cosa dal verso giusto puntando sul suo Galaxy XR, il visore per la realtà estesa che ora entra in un contesto del tutto inaspettato. L’azienda sudcoreana ha stretto una collaborazione con la multinazionale farmaceutica Abbott per offrire ai donatori delle esperienze immersive pensate apposta per rendere il prelievo meno stressante. Un primo test è già stato fatto e, stando ai riscontri, è filato liscio.
Un giardino zen davanti agli occhi mentre si dona
L’appuntamento si è svolto presso la Samsung Digital City di Suwon, in Corea del Sud, lo scorso 2 giugno, in occasione della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue, con il coinvolgimento della Croce Rossa coreana. I partecipanti erano tutti dipendenti Samsung, che hanno avuto la possibilità di immergersi in un ambiente virtuale ispirato a un giardino zen mentre il personale eseguiva il prelievo. Il bello è che questo giardino non è un semplice sfondo statico: reagisce a chi lo guarda. Basta posare lo sguardo per far sbocciare fiori e crescere alberi, senza toccare nulla.
La scelta di affidarsi soltanto al movimento degli occhi non è casuale. Niente controller, niente gesti delle mani, per motivi che si capiscono al volo: durante una donazione le braccia restano ferme, quindi il Galaxy XR doveva permettere di interagire senza muovere un dito. Una soluzione semplice ma intelligente, che rende l’esperienza accessibile anche a chi non ha mai indossato un visore prima.
Tra musica sinfonica e monitoraggio medico
L’intera sessione dura tra i 3 e i 5 minuti, giusto il tempo necessario per il prelievo. In sottofondo scorre una colonna sonora realizzata in collaborazione con la Chicago Symphony Orchestra, pensata per accompagnare il momento e abbassare la tensione. Un dettaglio che fa la differenza, perché spesso è proprio l’ansia a rendere fastidiosa una procedura che di per sé è rapida e indolore.
Dal canto suo Abbott sottolinea un aspetto pratico che va oltre il semplice intrattenimento. Il visore consente al personale sanitario di tenere sotto controllo i donatori senza intralci, mantenendoli rilassati e con l’attenzione rivolta all’esperienza immersiva. In altre parole, chi dona resta tranquillo e chi assiste può lavorare con maggiore serenità. Un equilibrio che, sulla carta, sembra funzionare proprio come previsto.
Resta da capire come si evolverà questa iniziativa e se troverà spazio anche fuori dai confini della Corea del Sud. Per ora il Galaxy XR ha dimostrato di poter avere un ruolo concreto in un ambito così delicato, andando oltre il classico utilizzo legato a giochi e intrattenimento. L’idea di usare la realtà estesa per accompagnare un gesto di solidarietà apre prospettive interessanti, soprattutto se si pensa a quante persone evitano di donare proprio per quella sensazione di disagio che ora un giardino virtuale potrebbe smussare.