Chi possiede uno smartphone Samsung Galaxy conosce bene la sensazione di accendere il telefono la prima volta e trovarsi davanti una marea di app già installate. Alcune servono davvero, altre restano lì a occupare spazio e a girare in background senza che nessuno le apra mai. La buona notizia è che diverse di queste applicazioni si possono togliere di mezzo senza mandare in tilt il dispositivo, liberando memoria e risorse preziose.
Oltre ai servizi di Google, indispensabili per il Play Store e per tutto l’ecosistema Android, Samsung aggiunge una lunga lista di software proprietari dedicati a produttività, pagamenti, salute e gestione degli accessori. Non tutti servono a tutti. Ecco le otto app che è possibile rimuovere in sicurezza, sempre a patto di non usarne le funzioni.
Le app Samsung che puoi togliere senza pensarci troppo
Si parte da Bixby, l’assistente vocale di casa Samsung. Negli ultimi anni l’azienda ha spinto molto di più su Google Gemini, che ormai è diventato il vero assistente basato sull’intelligenza artificiale sui dispositivi Galaxy. Chi usa Gemini o semplicemente non ama gli assistenti vocali può disinstallare o disattivare Bixby senza alcuna conseguenza.
Poi c’è SmartThings, la piattaforma per la casa intelligente. Serve a controllare elettrodomestici, dispositivi compatibili con lo standard Matter e vari accessori smart. Chi non ha prodotti per la smart home, oppure preferisce altre soluzioni come Google Home, può rimuoverla tranquillamente.
Discorso simile per Samsung Wallet, il portafoglio digitale proposto come alternativa a Google Wallet. Permette pagamenti contactless, carte fedeltà, biglietti e chiavi digitali. Ma se già si usa Google Wallet o un altro sistema di pagamento mobile, tenerne due installati non ha molto senso.
C’è anche Samsung Health, una delle app più complete per monitorare il benessere. Tiene traccia di attività fisica, sonno, passi, idratazione e persino dell’assunzione dei farmaci. Dà il meglio se abbinata a un Galaxy Watch o a un Galaxy Ring. Chi non ha questi dispositivi e non è interessato al monitoraggio della salute può eliminarla senza problemi.
Accessori, trasferimento dati e le funzioni che quasi nessuno usa
Galaxy Wearable serve solo a configurare e gestire gli accessori Samsung, dai Galaxy Watch ai Galaxy Buds fino al Galaxy Ring. Se in tasca c’è solo lo smartphone e nient’altro dell’ecosistema, questa app diventa superflua.
Samsung Flow invece collega smartphone, tablet e PC Windows per condividere notifiche, file e chiamate, un po’ come la funzione Continuity di Apple. Per chi non ha un computer Windows o non ha voglia di integrare i propri dispositivi, si può togliere senza ripercussioni.
Merita un discorso a parte Secure Folder, che crea uno spazio protetto dove tenere file riservati e installare una seconda copia di alcune app, comoda per gestire account diversi. Piace parecchio a chi vuole isolare le applicazioni sensibili o separare dati personali e lavorativi. Se non viene mai aperta, si può disattivare senza toccare il resto del sistema.
Infine Smart Switch, probabilmente la meno usata di tutte. Il suo compito è trasferire dati, foto, app e impostazioni dal vecchio telefono al nuovo. Finita la migrazione iniziale, nella maggior parte dei casi non serve più fino al cambio di dispositivo successivo. Tanto vale disinstallarla e reinstallarla solo quando torna utile.
Occhio alle app di sistema più profonde
Le applicazioni elencate sono considerate sicure perché è la stessa Samsung a permetterne la gestione dalle impostazioni del telefono. Diverso è il caso delle app di sistema più radicate, che per essere disabilitate richiedono strumenti come ADB, l’Android Debug Bridge. Molti utenti esperti seguono questa strada per fare pulizia ancora più a fondo, ma mettere mano ai componenti essenziali può far saltare alcune funzioni.
Per la maggior parte delle persone conviene fermarsi a ciò che Samsung consente già di disinstallare o disattivare in modo ufficiale, ottenendo uno smartphone più ordinato senza mettere a rischio stabilità e sicurezza.