Secondo Rivian il dibattito su CarPlay è diventato ormai una questione superata, e a renderlo tale sarebbe l’intelligenza artificiale. È questa la posizione che l’azienda ribadisce ancora una volta, confermando il suo rifiuto netto di supportare la piattaforma di Apple sui propri veicoli. A esporre il ragionamento ci ha pensato Wassym Bensaid, responsabile del software del costruttore, durante un’intervista nel podcast Decoder condotto da Nilay Patel.
Perché Rivian continua a dire no a CarPlay
Chi segue Decoder lo sa bene: ogni volta che un dirigente del mondo automotive passa dal microfono di Patel, la domanda su CarPlay arriva puntuale. Era già successo lo scorso autunno, quando il CEO di Rivian, RJ Scaringe, aveva detto che prima o poi i clienti avrebbero apprezzato l’assenza della piattaforma di Apple. Adesso tocca a Bensaid, e l’occasione cade poco dopo il lancio del tanto atteso assistente AI di Rivian.
La sua tesi è abbastanza diretta. L’avanzamento delle tecnologie di intelligenza artificiale, sostiene, è solo un’ulteriore conferma che RJ e Rivian hanno fatto la scelta giusta puntando sulla propria tecnologia e sul proprio software. Le auto, dice, stanno passando dal concetto di “software-defined” a quello di “AI-defined”. E con un’integrazione così profonda dell’AI a bordo, l’intero dibattito su CarPlay diventa, parole sue, completamente obsoleto.
Bensaid spinge il ragionamento ancora più in là, parlando di quella che definisce integrazione agentica. In pratica, il modo in cui gli utenti interagiscono con le app sarebbe destinato a cambiare radicalmente, ribaltando le abitudini di sempre. Niente più logica delle singole applicazioni da aprire e gestire, ma un sistema che lavora in autonomia per conto di chi guida.
I numeri dietro la scelta di Rivian
A sostegno di questa strategia, il responsabile del software tira fuori alcuni dati interni. Numeri che, almeno sulla carta, raccontano un cambiamento piuttosto evidente nelle richieste dei clienti. Cinque anni fa, racconta Bensaid, CarPlay era in cima alla lista dei desideri di chi comprava una Rivian. Dopo il lancio dei modelli R1T e R1S, più del 70 percento dei clienti continuava a chiedere la piattaforma di Apple.
Poi qualcosa è cambiato. In un sondaggio recente, sostiene il dirigente, quella stessa percentuale sarebbe scesa sotto il 25 percento. Un crollo notevole, se preso per buono. Resta però un dubbio legittimo: non è chiaro se i dati raccolti riguardino anche i potenziali acquirenti, oppure soltanto chi una Rivian la guida già. E la differenza, in termini di lettura del fenomeno, non è proprio trascurabile.
Bensaid, in ogni caso, usa questi numeri come prova che la direzione presa da Rivian sia quella giusta. L’azienda continua a investire sul software sviluppato in casa, convinta che l’assistente AI e l’integrazione sempre più profonda dell’intelligenza artificiale possano sostituire del tutto l’esperienza offerta da una piattaforma esterna come quella di Apple.