Chi ha acquistato un gioco digitale sul PlayStation Store tra aprile 2019 e dicembre 2023 potrebbe presto ritrovarsi un credito sul proprio account. Un giudice federale di San Francisco ha dato l’approvazione preliminare a un accordo da circa 7 milioni di euro per chiudere una class action che accusava Sony di aver eliminato la concorrenza e monopolizzato il mercato dei giochi digitali attraverso il proprio store. La notizia arriva dopo anni di battaglie legali, e adesso si inizia finalmente a vedere qualcosa di concreto per i giocatori coinvolti.
La causa era stata presentata a maggio 2021 e sosteneva che il comportamento anticoncorrenziale di Sony avesse costretto i videogiocatori a pagare prezzi più alti di quelli che avrebbero trovato in un mercato realmente competitivo. Il punto centrale della questione riguarda una decisione presa da Sony ad aprile 2019: l’eliminazione dei cosiddetti “voucher specifici per giochi” venduti da rivenditori terzi come Best Buy, GameStop e altri. Secondo i legali dei ricorrenti, quei voucher rappresentavano un’alternativa concreta che avrebbe potuto spingere verso il basso i prezzi sul PlayStation Store, offrendo ai consumatori più opzioni di acquisto. Toglierli di mezzo, di fatto, avrebbe lasciato Sony come unico canale per i giochi digitali su PlayStation.
Oltre 4,4 milioni di account idonei al risarcimento
Lo studio legale che rappresenta gli utenti coinvolti ha pubblicato una lista di giochi idonei al risarcimento, tra cui compaiono titoli come The Last of Us, NBA 2K18 e Need for Speed Rivals. I numeri sono piuttosto significativi: si parla di oltre 4,4 milioni di account PlayStation Network potenzialmente coinvolti. Per chi rientra nella classe dei ricorrenti, il credito verrà accreditato direttamente sull’account PSN una volta ottenute le approvazioni definitive. Il tribunale ha fissato un’udienza di equità per il 15 ottobre, durante la quale verrà emesso il giudizio finale e verrà stabilito il piano di distribuzione dei milioni di euro tra gli account aventi diritto.
Una causa separata nel Regno Unito potrebbe costare molto di più
Vale la pena segnalare che questa causa è completamente separata da un’altra azione legale simile in corso nel Regno Unito. Anche quella è una class action, e accusa Sony di aver applicato prezzi eccessivi ai clienti britannici per giochi digitali e contenuti in gioco acquistati tramite il PlayStation Store. La differenza di scala è notevole: nel caso britannico, Sony potrebbe trovarsi a dover pagare fino a circa 2,5 miliardi di euro come conseguenza delle presunte violazioni antitrust. Un ordine di grandezza completamente diverso rispetto ai 7 milioni dell’accordo statunitense, che dà un’idea di quanto la questione legata ai prezzi dei giochi digitali su PlayStation Store sia diventata un tema caldo su più fronti internazionali.
L’udienza finale del 15 ottobre sarà il passaggio decisivo per stabilire tempi e modalità con cui i crediti raggiungeranno effettivamente gli account dei giocatori statunitensi.