Il confronto tra One Piece e Cowboy Bebop racconta bene come due adattamenti dello stesso colosso dello streaming possano finire agli antipodi. Entrambe le serie partivano da anime amatissimi, con basi di fan enormi e pronte a difendere ogni fotogramma. Eppure il pubblico si è precipitato a seguire le avventure di Luffy, lasciando invece Spike praticamente solo. Come ha fatto Netflix a inciampare in un caso e a colpire nel segno nell’altro appena due anni dopo?
Basta chiudere gli occhi e riparte quella tromba iniziale, “Okay, three, two, one, let’s jam”. Nella testa di chiunque abbia amato Cowboy Bebop nella sua versione anime torna subito quella canzone che apriva una delle migliori serie giapponesi di sempre. Una navicella, un gruppo di cacciatori di taglie, personaggi memorabili nati dalla mente di Shinichiro Watanabe nel 1998. Quasi trent’anni dopo regge ancora benissimo. Allora cosa è andato storto con l’adattamento in carne e ossa?
Da cacciatori di taglie a pirati
Si potrebbero elencare mille motivi. La serie ormai datata, il fatto che One Piece fosse sulla cresta dell’onda, il ritmo stesso dell’opera. Ma il punto è un altro. One Piece ha funzionato soprattutto perché è rimasto fedele al manga originale, mentre Cowboy Bebop si è messo a inventare trame nuove, senza troppo rispetto per i personaggi, costruendo una sua versione parallela. Non è per forza un difetto, ma come già dimostrato dal Death Note firmato Adam Wingard, non è quello che il pubblico vuole vedere.
Watanabe guardò appena una scena della sua serie prima di dire “Questa non è roba mia”. E a Netflix hanno imparato la lezione, capendo che serviva avere l’autore a bordo. Per questo con One Piece si è sempre sottolineato che Eiichiro Oda era dietro ogni cosa, approvando sceneggiature, casting e persino le ambientazioni. Del resto Spike aveva il doppio dell’età che aveva nell’anime, le scene d’azione mancavano di mordente e il tentativo di legare gli episodi in un unico filo narrativo semplicemente non funzionava.
Alla fine però ha pesato soprattutto una cosa. Cowboy Bebop come serie live action non era all’altezza e si è trasformato in qualcosa che il pubblico aveva già visto mille volte. One Piece invece è più unico nel suo genere, con i pirati, i nemici dotati di poteri, il caos colorato dei combattimenti. Normale che sia arrivato alla terza stagione mentre l’altro è finito nel dimenticatoio. Con un po’ di fortuna qualcuno ha dato una possibilità al materiale originale e si è reso conto di tutto ciò che si stava perdendo.