I nuovi occhiali Meta con intelligenza artificiale continua sono al centro di un’indiscrezione che sta già facendo discutere, soprattutto tra chi mette la privacy al primo posto. La cosa curiosa è il tempismo. Appena ieri si parlava di un aggiornamento pensato proprio per proteggere le persone, e adesso spunta un progetto che sembra andare nella direzione opposta. I due discorsi non sono collegati in modo diretto, sia chiaro, ma resta comunque singolare che l’azienda di Zuckerberg stia spingendo su una nuova generazione di dispositivi in cui l’AI diventa una compagnia costante, presente in ogni momento della giornata.
Per il momento si tratta solo di voci, riportate dal Financial Times, e in realtà nemmeno troppo fresche. Qualcosa del genere era già circolato qualche mese fa, quando si iniziava a immaginare cosa avrebbero saputo fare i modelli di occhiali smart della prossima ondata. Al centro di tutto c’è un prototipo dotato di una funzione chiamata super sensing. In pratica gli occhiali sarebbero capaci di registrare l’audio in modo continuo e scattare fotografie a intervalli regolari, senza che l’utente debba fare nulla.
Come funzionerebbe la modalità super sensing
L’idea di fondo è semplice, almeno sulla carta. Grazie a questa raccolta continua di dati, Meta AI sarebbe in grado di ricordare ciò che accade intorno a chi indossa gli occhiali e rispondere a domande basandosi su quelle informazioni. Un assistente che osserva, ascolta e poi aiuta. Facile capire perché i difensori della privacy abbiano già iniziato a storcere il naso. Un dispositivo che riprende e registra l’ambiente in modo permanente pone questioni delicate, non solo per chi lo indossa ma anche per tutte le persone che si trovano nel raggio d’azione.
C’è però un dettaglio che potrebbe cambiare le carte in tavola. Stando alle ipotesi attualmente allo studio, il sistema non conserverebbe direttamente foto e registrazioni audio. Verrebbero invece estratti dei metadati, cioè informazioni sintetiche, da inviare ai server dell’azienda. In questo modo l’intelligenza artificiale avrebbe abbastanza materiale per elaborare le richieste, senza però archiviare i contenuti veri e propri. Una soluzione che, se confermata, servirebbe proprio a smorzare le preoccupazioni più immediate.
Va detto che siamo ancora nel campo delle indiscrezioni. Nulla è ufficiale, i dettagli tecnici potrebbero cambiare e lo stesso concetto di super sensing resta per ora legato a un prototipo. Quello che emerge, però, è la direzione chiara verso cui Meta sembra voler andare con i suoi prossimi occhiali smart, sempre più orientati a un’intelligenza artificiale che non si limita a rispondere quando interpellata, ma prova a comprendere il contesto in cui l’utente si muove.