Il numero uno di Microsoft ha rilanciato una tesi che, vista da fuori, può sembrare quasi controintuitiva. Secondo Satya Nadella il vero vantaggio competitivo delle aziende non nasce dal singolo modello IA che decidono di adottare, ma dall’ecosistema in cui quel modello finisce per lavorare. Detto in altre parole, scegliere questa o quella intelligenza artificiale conterà sempre meno. Quello che farà davvero la differenza sarà tutto il contorno, ovvero dove i dati vengono custoditi, come gli strumenti dialogano tra loro e in che modo la conoscenza interna di un’impresa viene messa a frutto.
Il ragionamento parte da un punto preciso. I modelli, dice Nadella, diventeranno via via intercambiabili. Oggi se ne sceglie uno, domani un altro, e la transizione sarà sempre più indolore. Non è uno scenario lontano e in effetti già adesso molte realtà passano da un sistema all’altro senza troppi traumi. La logica è chiara, se i modelli si assomigliano sempre di più e le prestazioni si allineano, allora il punto su cui giocarsi la partita si sposta altrove.
Microsoft punta sui MAI e sulla propria infrastruttura
C’è però un dettaglio che vale la pena sottolineare. Mentre racconta questa visione, Microsoft continua a investire sui suoi nuovi modelli interni, i cosiddetti MAI. Una scelta che a prima vista potrebbe sembrare in contraddizione con il discorso sull’intercambiabilità, ma che in realtà segue una logica ben precisa. L’azienda non vuole dipendere unicamente da fornitori esterni e preferisce avere in casa una tecnologia su cui poter contare.
Il vero cuore della proposta, però, sta nell’infrastruttura che Microsoft mette sul tavolo per le imprese. L’idea è semplice nella sua ambizione, far costruire alle aziende la propria conoscenza appoggiandosi a strumenti come Foundry, Azure, Copilot e GitHub. Una piattaforma su cui sviluppare, addestrare e mettere in produzione soluzioni di intelligenza artificiale, tenendo tutto sotto lo stesso tetto.
Il senso del messaggio è abbastanza diretto. Se i modelli sono destinati a diventare merce sostituibile, allora bisogna fidelizzare le aziende su qualcosa di più solido e duraturo. E quel qualcosa, nella visione di Nadella, è proprio l’ecosistema attorno al modello. I dati aziendali, i flussi di lavoro, le integrazioni tra i vari servizi, tutto questo crea un legame che non si scioglie da un giorno all’altro semplicemente cambiando intelligenza artificiale.
È una strategia che dice molto su come i grandi player stanno leggendo il momento attuale. La corsa al modello più potente, quella che ha tenuto banco negli ultimi tempi, sembra lasciare spazio a una partita diversa, fatta di piattaforme, di servizi connessi e di rapporti di lungo periodo con i clienti. Per Microsoft significa spostare il valore dal prodotto puro all’insieme di strumenti che lo circondano, da Foundry fino a Copilot, passando per la potenza di calcolo di Azure e gli ambienti di sviluppo di GitHub.