Le storie di Agatha Christie continuano a vivere sul grande schermo, e tra le ultime trasposizioni cinematografiche ce n’è una che merita davvero attenzione. Mistero a Venezia è il capitolo finale della trilogia diretta da Kenneth Branagh, quella che ha portato nuovamente Hércules Poirot al cinema dopo Assassinio sull’Orient Express del 2017 e Assassinio sul Nilo del 2022. Ed è anche, a detta di molti, la migliore delle tre. Un thriller costato circa 55 milioni di euro, con un cast corale pieno di nomi importanti, disponibile adesso in streaming su Disney+.
Il film, uscito il 15 settembre 2023, si ispira liberamente al romanzo “Le mele” di Christie, anche se si prende parecchie libertà rispetto al testo originale. La premessa è suggestiva: Poirot viene invitato a una festa all’interno di un palazzo veneziano, dove una medium dovrebbe mettersi in contatto con la figlia defunta della padrona di casa. E naturalmente, come succede sempre quando c’è di mezzo il celebre detective belga, qualcuno finisce ammazzato. Branagh, che oltre a dirigere torna anche nei panni di Poirot, costruisce un’atmosfera più cupa e inquietante rispetto ai capitoli precedenti. Mistero a Venezia non è un horror nel senso tradizionale del termine, ma gioca con il genere in modo intelligente, mescolando suspense e suggestioni quasi soprannaturali.
Il cast è uno dei punti di forza più evidenti. Accanto a Branagh troviamo Kelly Reilly, Jamie Dornan, Tina Fey, Michelle Yeoh, Camille Cottin e Riccardo Scamarcio. Un ensemble internazionale e variegato, perfettamente in linea con la tradizione di queste produzioni, dove ogni personaggio potrebbe essere sia vittima che colpevole.
Una scelta diversa dal solito per la trilogia di Branagh
Quello che rende Mistero a Venezia un capitolo particolare nella trilogia è la scelta del materiale di partenza. Invece di puntare su un classico popolarissimo di Christie, come era stato fatto con i primi due film, Branagh ha optato per una storia meno conosciuta dal grande pubblico. Una decisione che James Prichard, pronipote di Agatha Christie ed erede del suo patrimonio letterario, ha commentato con entusiasmo: “Una delle cose che amo di più è mettere alla prova i limiti del lavoro della mia bisnonna, come può essere interpretato e adattato. Questa pellicola lo fa davvero”. Prichard ha anche precisato che non si tratta di un film horror convenzionale, ma di un thriller di suspense con un’anima molto diversa rispetto ai precedenti.