Su TikTok circola da mesi un composto chiamato Melanotan II, ribattezzato dagli utenti la cosiddetta droga Barbie, e viene presentato come la scorciatoia perfetta per ottenere un’abbronzatura senza passare ore sotto il sole. Migliaia di video lo mostrano sotto forma di spray nasale o di fialette da iniettare, con la promessa di scurire la pelle in poche applicazioni. Dietro quella promessa, però, c’è una sostanza sperimentale mai approvata dalle principali agenzie regolatorie, la cui diffusione preoccupa non poco dermatologi e autorità sanitarie.
Il Melanotan è un composto sintetico progettato per imitare l’azione di un ormone che il corpo produce in modo naturale e che stimola la produzione di melanina, il pigmento responsabile del colore della pelle. Aumentando la melanina, la pelle assume una tonalità più scura, soprattutto quando il prodotto viene combinato con l’esposizione ai raggi ultravioletti. Chi lo vende, in realtà, tende a presentarlo come un modo per ridurre il tempo necessario al sole per abbronzarsi.
Melanotan II: cosa promettono online e cosa dice davvero la scienza
Sui social il composto viene spacciato come un’alternativa all’abbronzatura tradizionale, capace di evitare parte dell’esposizione ai raggi UV e, di conseguenza, di ridurre il rischio di cancro alla pelle legato alla luce solare. Spesso viene associato ad altri presunti vantaggi, come la perdita di peso o un aumento della libido maschile. Il punto è che nessuna di queste affermazioni ha trovato conferma in studi clinici seri che ne giustifichino l’uso come farmaco o come prodotto cosmetico.
Il Melanotan II non è approvato da agenzie come la Food and Drug Administration statunitense (FDA), l’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) o la messicana Cofepris. Il motivo è semplice, non è mai riuscito a dimostrare un profilo di sicurezza ed efficacia sufficiente per ottenere l’autorizzazione. A decenni di distanza dal suo sviluppo restano dubbi importanti sugli effetti a lungo termine e non esiste una dose considerata sicura per uso estetico.
Effetti e rischi del Melanotan II
Tra gli effetti indesiderati meglio documentati ci sono nausea, vomito, calo dell’appetito, stanchezza e lo scurimento di nei, lentiggini e altre lesioni pigmentate. La letteratura medica ha inoltre descritto casi clinici di persone che hanno sviluppato melanomi o cambiamenti rapidi nei nei dopo aver usato il Melanotan. Questi resoconti, va detto, non dimostrano che il composto sia la causa diretta. La scienza non è ancora in grado di rispondere con certezza se il prodotto aumenti quel rischio o quali possano essere le conseguenze dopo anni di utilizzo.
Per molti specialisti uno dei pericoli maggiori non sta soltanto nella molecola, ma nel modo in cui viene venduta. La maggior parte dei prodotti circola su internet o sui social senza alcun controllo sanitario, per cui chi acquista non ha nessuna garanzia che nel flacone ci sia davvero Melanotan, né che la concentrazione sia quella dichiarata. Trattandosi di un mercato non regolamentato, mancano anche certezze sulla qualità della produzione, sulla sterilità e sull’assenza di contaminanti.
Di fronte al moltiplicarsi di influencer che ne promuovevano il consumo, TikTok ha iniziato a limitare i contenuti legati al Melanotan, chiamato anche MT-2, bloccando hashtag come melanotan, melanotan2 e tanningnasalspray. La misura, però, non ha cancellato del tutto la sua diffusione. Molti venditori continuano a promuoverlo con etichette collegate all’abbronzatura, oppure spostano le trattative nei messaggi privati e su piattaforme esterne.
C’è un dettaglio quasi paradossale in tutta questa storia. Il Melanotan non è nato come prodotto di bellezza. Venne sviluppato negli anni Novanta da ricercatori che studiavano composti capaci di stimolare la produzione di melanina, con possibili applicazioni mediche. Quella linea di ricerca non ha mai portato a un farmaco approvato. Eppure il peptide ha trovato una seconda vita fuori dai laboratori, prima nel mercato grigio dei cosiddetti research chemicals e, decenni dopo, trasformato in una delle sostanze virali che promettono risultati rapidi a colpi di video su TikTok.