MediaTek potrebbe diventare il tassello chiave del progetto Terafab, il piano industriale voluto da Elon Musk che coinvolge xAI, Tesla, SpaceX e Intel nella fabbricazione di semiconduttori. A suggerirlo è l’analista Ming-Chi Kuo di TF Securities, che indica il chipmaker taiwanese come il partner ideale per un’iniziativa di questa portata. Non un nome qualunque, insomma, ma una realtà con competenze molto specifiche che la renderebbero preferibile ad altri fornitori di ASIC personalizzati.
Perché proprio MediaTek nel progetto Terafab
Kuo mette in fila diversi elementi che rendono MediaTek particolarmente adatta a questo ruolo. Il primo è la sua esperienza consolidata nei processi produttivi avanzati. Il secondo riguarda la familiarità con l’ecosistema Intel, un aspetto tutt’altro che secondario visto che Intel stessa è uno dei pilastri del progetto Terafab. Il terzo, forse il più pratico, è la capacità dimostrata di gestire produzioni su larga scala senza perdere il controllo sulla qualità.
Va detto che Terafab non è un progetto qualsiasi. L’analista lo descrive come un’iniziativa estremamente complessa, che richiederà di gestire in contemporanea più partnership con fonderie diverse come TSMC, Samsung e Intel. E non si tratta solo di produzione: il piano prevede lo sviluppo parallelo di più famiglie di chip destinate all’intelligenza artificiale e ad applicazioni spaziali, con una forte verticalizzazione dell’intero processo produttivo. A tutto questo si aggiunge un obiettivo ambizioso sui tempi: i cicli di progettazione dovrebbero scendere a circa nove mesi, contro i 18 o 24 mesi che rappresentano lo standard attuale del settore. Praticamente dimezzare i tempi, una sfida enorme.
Il nodo Intel 14A e le tempistiche al 2028
Secondo Kuo, il contributo di MediaTek risulta particolarmente rilevante nell’adozione del nodo Intel 14A. Il chipmaker taiwanese potrebbe giocare un ruolo centrale soprattutto nell’integrazione del packaging avanzato e nella fase di avvio della produzione, prevista per il 2028, almeno inizialmente su piccola scala. È un orizzonte temporale che non lascia molto margine: un eventuale ritardo nella fase di design o di validazione rischierebbe di far slittare l’intero piano industriale.
Ed è proprio qui che MediaTek si distingue, agli occhi dell’analista. La capacità di accelerare lo sviluppo diventa un fattore determinante in un contesto dove i tempi sono tutto. Non è una valutazione campata in aria: il gruppo taiwanese ha già collaborato con Google sulle TPU e con Starlink stessa per le infrastrutture di rete. Precedenti che dimostrano una certa versatilità nel lavorare con realtà molto diverse tra loro, ognuna con esigenze specifiche e standard elevati.