Che gli automobilisti italiani fossero famosi per il temperamento acceso al volante non è esattamente una novità, ma adesso ci sono anche i numeri a confermarlo. Secondo una ricerca che ha coinvolto oltre 700 conducenti in tutto il mondo, l’Italia risulta essere il Paese dove i guidatori sono più aggressivi in assoluto. E il dettaglio che rende tutto ancora più interessante è che non si tratta di un giudizio dato dall’esterno: sono gli stessi residenti ad autoassegnarsi il voto peggiore, con un punteggio di 3,5 su una scala da 1 a 5 (dove 5 rappresenta il massimo dell’aggressività). La media mondiale, tanto per dare un metro di paragone, si ferma a 3.
La classifica delle città e dei Paesi più “nervosi”
L’indagine dipinge un quadro piuttosto chiaro: la penisola è diventata sinonimo di eccessi di velocità, mancato rispetto delle distanze di sicurezza e sorpassi che definire azzardati è un eufemismo. Tra le città più citate per la guida aggressiva a livello globale, Napoli e Roma si piazzano rispettivamente al secondo e al terzo posto. Il 23% degli intervistati associa l’aggressività stradale proprio all’Italia, un dato che stacca di parecchio il resto del mondo. Gli Stati Uniti e la Nuova Zelanda seguono con un punteggio di 3,4, mentre dall’altra parte della classifica troviamo l’Australia, considerata la nazione più tranquilla con appena 2,7. Numeri che, per chi ha guidato almeno una volta nel traffico romano o napoletano, non stupiscono affatto.
BMW al primo posto tra i marchi associati alla guida aggressiva
La ricerca non si è limitata a guardare i confini geografici, ma ha esplorato anche il legame tra il marchio dell’auto e il comportamento al volante. E qui viene fuori un dato che farà discutere parecchio: ben il 58% degli intervistati associa la guida aggressiva ai conducenti di BMW. Un risultato che non coglie di sorpresa, visto che studi precedenti avevano già segnalato come le auto del marchio bavarese fossero quelle con la maggiore probabilità di non utilizzare gli indicatori di direzione. Dietro BMW, nella classifica dei marchi più associati ai “bulli della strada”, si trovano Audi con il 30%, Land Rover con il 14% e Tesla con il 12%. L’unica eccezione tra i brand premium è Volkswagen, che chiude questa particolare graduatoria con l’11%.
Cosa fa perdere la pazienza agli automobilisti
C’è poi tutta la questione delle cause scatenanti. La cosiddetta rabbia al volante non nasce dal nulla, e l’85% degli automobilisti ammette di sentirsi infastidito dagli altri conducenti almeno occasionalmente. Al primo posto tra i comportamenti che fanno perdere le staffe c’è il mancato uso delle frecce, indicato dal 56% del campione. Subito dopo viene il mancato rispetto della distanza di sicurezza, quel famoso “stare incollati” che esaspera il 46% degli intervistati, seguito dalla lentezza nella corsia di sorpasso (43%). Non mancano poi le lamentele per i conducenti distratti, citati dal 39%, e per le frenate improvvise, che irritano il 20%.
Nonostante tutto questo nervosismo dichiarato, la reazione più comune resta sorprendentemente pacifica, o quantomeno passiva. Sebbene il 65% ammetta di usare il clacson almeno ogni tanto, solo il 3% dichiara di suonarlo quotidianamente o molto spesso. In pratica, la maggior parte dei guidatori italiani aggressivi preferisce ancora il borbottio nell’abitacolo alla protesta sonora vera e propria.