Apple sta facendo esattamente l’opposto di tutto il resto dell’industria dei chip. Mentre i grandi nomi arrancano per la carenza di memorie legata all’intelligenza artificiale, a Cupertino la macchina produttiva non solo non rallenta, ma accelera. Secondo indiscrezioni, ci sarebbe già un piano che copre almeno cinque nuovi iPhone fino alla prima metà del 2027, pieghevole compreso. E il dettaglio che salta subito all’occhio è proprio questo: gli altri produttori tagliano, Apple aumenta.
Il primo numero concreto riguarda l’iPhone pieghevole, atteso a settembre. L’azienda avrebbe alzato l’asticella fino a 10 milioni di unità per quest’anno, contro le 7 o 8 milioni stimate in precedenza. Non è poco, considerando che parliamo di un prodotto ancora tutto da scoprire per il pubblico.
Numeri da capogiro e un vantaggio che pesa
Andando avanti, il quadro si fa ancora più impressionante. Per la seconda metà del 2026 Apple avrebbe già bloccato componenti sufficienti per circa 80 milioni di smartphone, spalmati sui vari modelli in arrivo. Il totale della produzione iPhone previsto per l’intero 2026 supererebbe i 220 milioni di unità. Cifre che, di questi tempi, sembrano quasi provocatorie.
Il motivo per cui Cupertino può permettersi questa corsa, mentre Xiaomi, Oppo e Vivo hanno dovuto ridimensionare i loro obiettivi annuali sotto i 100 milioni di unità, sta tutto nel potere contrattuale. Un dirigente di un fornitore che lavora sia con Apple sia con Xiaomi lo ha detto senza mezzi termini: rispetto alla forza negoziale di Apple, i produttori cinesi partono da una posizione debole quando devono strappare più forniture di chip di memoria o gestire l’aumento dei prezzi. Ed è proprio questo che spinge Cupertino a lanciare gli iPhone in primavera per conquistare più quota di mercato.
In parole povere, mentre i rivali cinesi si contendono le scorte rimaste, Apple si presenta ai fornitori con un peso che nessuno può eguagliare. E ne approfitta per prendersi fette di mercato che gli altri non riescono più a coprire.
Il nodo dei fornitori cinesi e i prossimi modelli
C’è però un fronte più scivoloso, ed è quello dei fornitori cinesi di memoria. Apple starebbe trattando con ChangXin Memory Technologies e Yangtze Memory Technologies per rifornire di chip i dispositivi venduti in Cina. Il problema è che entrambe le aziende compaiono in una lista del Pentagono che le collega al sostegno dell’esercito cinese. Apple non ha confermato le trattative, che sarebbero ancora in corso.
Sul fronte dei prodotti, per il primo semestre del 2027 si parla di almeno due nuovi modelli: iPhone 18 nella versione standard e un nuovo iPhone Air. Tutto questo arriva a pochi giorni di distanza da un altro segnale che racconta bene il momento: Apple ha già alzato i prezzi di MacBook e iPad proprio a causa del rincaro di memorie e storage.