Google Home torna a funzionare come si deve con Apple Music, e per chi nelle ultime settimane si era ritrovato gli smart speaker improvvisamente muti la notizia arriva come una piccola liberazione. L’ultimo aggiornamento rilasciato da Google ha infatti messo una pezza definitiva a un problema che stava facendo storcere il naso a parecchi utenti, quelli che usano il servizio musicale di Apple proprio attraverso i dispositivi dell’ecosistema casalingo di Google.
Cosa è successo davvero con Apple Music
Andando a leggere il changelog dell’aggiornamento, salta fuori un dettaglio interessante: Google e Apple hanno lavorato fianco a fianco per risolvere la faccenda. Non capita tutti i giorni che due colossi del genere si mettano allo stesso tavolo, e questo lascia intuire che il problema non fosse esattamente una sciocchezza da sistemare in mezza giornata. Il guaio, in sostanza, impediva agli smart speaker di riprodurre i brani tramite il servizio di streaming di Apple. Niente musica, insomma, con tutto quello che ne consegue quando si è abituati a chiedere una canzone a voce e ricevere silenzio in cambio.
Le segnalazioni hanno cominciato ad accumularsi nell’ultimo mese, e non parliamo di due o tre casi isolati. Sui social e su Reddit i messaggi si sono fatti via via più frequenti, con persone che raccontavano di non riuscire più a far partire la riproduzione in quella modalità. Quanto fosse diffuso il problema, a dire il vero, non è chiarissimo. Però il fatto che le due aziende abbiano dovuto unire le forze fa pensare che la radice della questione fosse piuttosto incastrata, tutt’altro che superficiale. Ora comunque la storia è chiusa, ufficialmente alle spalle.
Le novità in arrivo per gli smart speaker
Vale la pena ricordare che questo non è l’unico movimento recente attorno a Google Home. La piattaforma ha visto arrivare anche l’integrazione dell’AI visiva di Gemini, una di quelle aggiunte che cambiano un po’ il modo di usare la casa intelligente. Grazie a questa tecnologia diventa possibile creare automazioni decisamente più sofisticate rispetto al passato, sfruttando le videocamere Nest come veri e propri trigger smart.
In pratica le telecamere non si limitano più a registrare o a mostrare cosa accade in casa, ma possono diventare il punto di partenza per far scattare azioni automatiche. Un esempio? L’AI riconosce qualcosa nell’inquadratura e da lì parte una catena di comandi, senza che serva premere nulla o dire una parola. È un salto in avanti rispetto alle automazioni classiche, quelle legate a orari fissi o a sensori più rudimentali, e racconta abbastanza bene la direzione che Google sta prendendo con il suo ecosistema domestico.