Gmail come fonte per le conversazioni con Gemini su Google Drive è ufficialmente disponibile per tutti, su scala globale. Google ha deciso di ampliare le capacità di Chiedi a Gemini in Drive, la funzione lanciata in versione beta lo scorso marzo, permettendo finalmente all’assistente di attingere anche alle conversazioni via posta elettronica per offrire risposte più precise e contestualizzate.
L’idea di fondo è semplice ma potente. Fino a poco tempo fa, chi voleva interrogare l’assistente poteva contare solo sui file e sulle cartelle archiviate nel cloud. Ora il raggio d’azione si allarga: selezionando le email giuste, l’assistente ottiene un quadro molto più completo del contesto su cui ragionare. E questo significa risposte che colgono meglio il punto, soprattutto quando serve mettere insieme informazioni che vivono in luoghi diversi.
Come Google sta rendendo Gemini sempre più presente nei suoi servizi
Da tempo Google porta le sue funzioni di intelligenza artificiale dentro le app che usiamo ogni giorno. Chiedi a Gemini ne è l’esempio più chiaro: lo abbiamo già visto comparire in tantissimi servizi, Google Foto compreso. Su Google Drive l’integrazione è arrivata a marzo in forma sperimentale, per poi diventare stabile da fine aprile.
L’obiettivo era chiaro fin dall’inizio. Poter fare domande sull’intero contenuto dell’archivio, ma anche su Gmail, Calendar e Chat, così da ottenere risposte dettagliate e su misura. Perfetto per sintetizzare ricerche, confrontare documenti o arrivare preparati su un progetto. Quello che mancava, però, era la possibilità di scegliere le email come fonte: una funzione riservata a pochi, fino a questo momento.
Con un breve aggiornamento sul blog dedicato alla suite Workspace, Google ha messo nero su bianco la novità. Prima si potevano aggiungere come fonti solo file e cartelle. Adesso, includendo le conversazioni di posta, l’assistente lavora su una visione completa del contesto aziendale: email, file e cartelle messi insieme per risposte il più possibile utili e accurate.
Come usare Gmail come fonte e chi può farlo
Mettere in pratica la cosa è abbastanza immediato. Basta aprire la versione Web di Google Drive, toccare l’icona di Gemini in alto per accedere a Chiedi a Gemini e, nel pannello delle fonti, scegliere “Aggiungi” e poi “Aggiungi da Gmail”.
A quel punto compare una finestra che permette di cercare le email per parola chiave, selezionare quelle che interessano e confermare con “Aggiungi” per inserirle nell’elenco delle fonti della conversazione. Niente di complicato, insomma.
Sul fronte della disponibilità, il rollout è partito per tutti gli account compatibili a partire dal 3 giugno 2026. Per gli account personali serve un abbonamento Google AI Pro oppure AI Ultra. Chi invece lavora in azienda o nel mondo dell’istruzione deve disporre di un account Workspace di tipo Business (Standard e Plus), Enterprise (Standard e Plus), Google AI Pro for Education, oppure di un piano Workspace con il componente aggiuntivo AI Expanded Access.