GitHub Copilot ha cambiato le regole del gioco, e parecchi utenti se ne sono accorti nel modo peggiore possibile: aprendo il portafoglio. Lo scorso aprile l’azienda aveva annunciato il passaggio da un sistema di fatturazione basato sulle richieste a un modello legato all’effettivo utilizzo del servizio di intelligenza artificiale. Da oggi quel nuovo schema è operativo, e sui social monta lo stupore di chi scopre quanto velocemente le proprie abitudini “normali” divorino la nuova dotazione mensile di crediti.
In rete circolano statistiche personali piuttosto eloquenti. C’è chi racconta di aver consumato l’intera quota mensile in meno di una giornata, e chi mostra screenshot in cui poche ore di lavoro bruciano una fetta consistente del tetto previsto dall’abbonamento. Un bel salto rispetto a prima, quando ogni piano garantiva un certo numero di richieste e di richieste premium a seconda della fascia di pagamento.
Perché il conto adesso sale così in fretta
Il vecchio meccanismo aveva un difetto evidente, almeno secondo GitHub: una domanda veloce in chat e una sessione autonoma di programmazione lunga ore potevano costare la stessa identica cifra. Risultato? Era Copilot stesso ad assorbire gran parte dei costi crescenti dell’inferenza. Non a caso alcuni utenti hanno tirato fuori le stime dello strumento interno di GitHub, scoprendo che il loro consumo abituale, con le nuove tariffe, avrebbe generato fatture nell’ordine delle migliaia di dollari. Un dato che fa capire quanto l’azienda stesse, di fatto, sovvenzionando gli utenti più voraci.
Adesso funziona diversamente. Gli abbonamenti a pagamento assegnano un certo numero di crediti AI ogni mese, dove un credito equivale a circa un centesimo di dollaro di utilizzo. A questi si aggiungono crediti bonus in base al piano: il piano Pro da circa 9 euro al mese include 1.500 crediti (un valore di circa 14 euro), il Pro+ da circa 36 euro ne offre 7.000 (circa 65 euro), mentre il Copilot Max da circa 92 euro al mese arriva a 20.000 crediti (intorno ai 185 euro).
Il punto delicato è che il numero esatto di crediti consumati da un singolo prompt dipende dai token in entrata e in uscita e dalle tariffe del modello linguistico scelto. In pratica conta tantissimo quale modello si usa. Un milione di token in uscita da GPT-5.4 nano di OpenAI costa appena EUR 1, mentre la stessa quantità sul modello di punta GPT-5.5 schizza a EUR 26. Chi si affida alla modalità “Auto” farebbe bene a stare attento: secondo diversi utenti, capita che venga scelto un modello costoso anche per richieste banali.
Quanto costa davvero un prompt
Qualche prova pratica aiuta a capire. Rieseguire un semplice prompt per costruire un gioco del campo minato tramite Claude Haiku 4.5 ha consumato circa 94 crediti. Tariffa onesta per un progetto giocattolo, ma è facile immaginare come le cifre lievitino di fronte a modifiche pesanti o revisioni su codebase complesse.
E infatti i racconti non mancano: un singolo prompt complesso che si mangia 171 crediti, qualcun altro che ne brucia 700 con “pochi prompt”, e una coppia di commit guidati da Copilot capaci di consumarne 5.000. Altri utenti si sono stupiti per richieste minime, dai 15 crediti per una query ordinaria ai 100 spesi per “generare un piccolo piano”.
“Anche se il primo giorno sono stato super cauto, provandolo con un numero limitato di usi, ha comunque consumato 840 crediti”, ha scritto qualcuno testando Claude Sonnet 4.6. “Non ho ancora fatto niente di davvero complesso”, ha protestato un altro dopo aver bruciato il 21 per cento della dotazione mensile del piano Pro in un solo giorno. “Ho la sensazione che presto andrò altrove.”
Le minacce di disdetta, prevedibilmente, fioccano. Ma c’è anche chi si è già adattato. Il programmatore Henri Kinnunen racconta di aver consumato solo 161 crediti in una giornata produttiva con Claude 5.3-Codex, limitandosi a modifiche “molto mirate e deliberate”. Su Bluesky, Neil Hewitt ha fatto notare con buon senso che proseguire una sessione di chat vecchia di tre giorni ora non conviene più, perché ogni volta si rispedisce l’intera cronologia come contesto, e i token in entrata costano crediti.
Intanto qualcuno guarda altrove. Su Reddit un utente racconta di aver integrato Deepseek nel proprio ambiente VSCode con una spesa di circa 7 centesimi per 15 milioni di token. Si potrà dire “si ottiene quel che si paga”, ma adesso molti utenti devono anche pagare per quel che ottengono.