Il Pentagono starebbe valutando una mossa che riporta alla mente scenari di decenni fa. Secondo quanto emerso, funzionari del Dipartimento della Difesa americano avrebbero avviato colloqui preliminari con i vertici di General Motors e Ford per capire se i due colossi dell’auto siano in grado di contribuire alla produzione di armamenti e forniture militari. Una notizia che, se confermata nei fatti, richiamerebbe in modo piuttosto diretto il periodo precedente alla Seconda Guerra Mondiale, quando le grandi case automobilistiche americane convertirono le proprie fabbriche per sostenere lo sforzo bellico. E il parallelo, francamente, non è dei più rassicuranti.
Le tensioni internazionali non accennano a rallentare, anzi. Ed è proprio in questo contesto che il Pentagono avrebbe deciso di muoversi in una direzione tanto concreta quanto insolita per il mondo dell’automotive moderno: chiedere ai costruttori di automobili se possano spostare rapidamente parte della propria capacità produttiva verso il settore della difesa.
Chi è coinvolto nei colloqui e perché
Stando a fonti anonime, i colloqui non avrebbero riguardato soltanto General Motors e Ford. Anche GE Aerospace e il produttore di macchinari Oshkosh sarebbero stati coinvolti in queste discussioni preliminari. I funzionari della difesa avrebbero descritto la questione come una priorità di sicurezza nazionale, senza troppi giri di parole.
Il motivo di fondo? Lo stock di munizioni e attrezzature militari sarebbe stato consumato più rapidamente del previsto, soprattutto a causa dei conflitti in Ucraina e Iran. Il segretario alla difesa Pete Hegseth aveva già parlato apertamente della necessità di portare la produzione manifatturiera su quello che ha definito un “piano di guerra”. Un portavoce del Pentagono ha poi confermato che il dipartimento “è impegnato ad espandere rapidamente la base industriale della difesa sfruttando tutte le soluzioni commerciali disponibili”.
Insomma, non si tratta più di ipotesi vaghe. Il Pentagono sembra voler coinvolgere l’industria civile americana in modo strutturale, e la scelta di rivolgersi proprio ai giganti dell’auto non è casuale: sono tra le aziende con la maggiore capacità produttiva su larga scala negli Stati Uniti.
General Motors già presente nel settore, per Ford sarebbe un salto nel vuoto
Va detto che General Motors non parte proprio da zero in ambito militare. Esiste già GM Defense, una divisione dedicata che produce un veicolo leggero da fanteria basato sul Chevy Colorado. GM Defense, peraltro, risulta tra i principali candidati alla fornitura di un nuovo mezzo destinato a sostituire lo storico Humvee nell’esercito americano. Quindi per GM il percorso sarebbe quantomeno più naturale rispetto ad altri.
Per Ford e per il resto dell’industria automotive, invece, la questione si farebbe decisamente più complessa. Si tratterebbe di un cambio di missione radicale, con tutte le difficoltà che ne derivano: dai requisiti contrattuali specifici del settore della difesa alle procedure di gara del Dipartimento della Difesa, che notoriamente non sono esattamente snelle.