Lo stabilimento di Mirafiori ha riacceso i motori con FIAT 500 Hybrid, la versione ibrida che avrebbe dovuto segnare una svolta per la produzione torinese. Il condizionale, però, non è casuale. Perché se da un lato la catena di montaggio è tornata a girare, dall’altro i volumi registrati nel primo trimestre del 2026 stanno deludendo le aspettative di Stellantis, che per quest’auto aveva immaginato ben altri ritmi.
La nuova 500 Hybrid 2026 è sbarcata sul mercato equipaggiata con il motore 1.0 mild hybrid da 65 CV abbinato a un cambio manuale a 6 marce. La gamma è piuttosto articolata: le versioni Hatchback, 3+1 e Cabrio sono disponibili negli allestimenti POP, ICON, LA PRIMA, più l’edizione speciale “TORINO”. Sulla carta, tutto sembrava pronto per un rilancio importante. Ma il boom di ordini che ci si aspettava non è arrivato.
Nel primo trimestre 2026, a Mirafiori sono state prodotte 14.040 FIAT 500, sommando ibride ed elettriche. Sì, c’è una crescita del 42,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Però bisogna contestualizzare: quel confronto avviene con mesi in cui le linee produttive funzionavano spesso al minimo, tra fermate e rallentamenti vari. Proiettando i dati attuali sull’intero anno, la produzione si attesterebbe attorno alle 60.000 unità. Con un’accelerazione nei mesi estivi, si potrebbe forse arrivare a 80.000 esemplari entro fine 2026. Numeri che restano lontanissimi dagli obiettivi.
Il divario tra obiettivi e realtà preoccupa Stellantis
Il management del gruppo nato dalla fusione tra FCA e PSA aveva fissato un target ambizioso per Mirafiori: 120.000 unità annue, di cui circa 100.000 ibride e 20.000 elettriche. Il rischio concreto è di chiudere il 2026 con un numero praticamente dimezzato. E il paragone con il passato non aiuta a stare tranquilli: quando la produzione della 500 era concentrata in Polonia, nei periodi migliori si toccavano circa 180.000 unità su base annua. Un’epoca probabilmente irripetibile, non solo per FIAT ma per gran parte dei costruttori europei, travolti dalla concorrenza asiatica cresciuta a velocità impressionante.
Va detto che FIAT e Fiat Professional a fine 2025 si sono comunque confermate al vertice del mercato italiano, sia nel segmento vetture sia in quello dei veicoli commerciali. Con oltre 193.000 veicoli immatricolati e una quota complessiva dell’11,3%, il brand torinese ha totalizzato circa 4.000 immatricolazioni in più rispetto al 2024. Numeri che fotografano però una situazione di sostanziale galleggiamento, in un mercato sempre più attratto dal risparmio e dalle proposte low cost provenienti dalla Cina.
Il fattore tempo e il piano di Filosa
Il nuovo piano industriale guidato da Filosa punta a rimettere FIAT al centro delle strategie del gruppo italo francese. Gli ultimi anni sono stati tutt’altro che semplici: per ottenere risultati solidi nel lungo periodo servirebbero lavoratori formati, forniture stabili e linee produttive capaci di tornare a pieno regime su modelli davvero richiesti dal mercato. La situazione attuale non è esattamente rosea, e i sindacati hanno comunicato un tetto produttivo vicino alle 120.000 vetture annue.
Mirafiori sta crescendo, questo è innegabile. Ma non c’è più margine per perdere tempo. FIAT 500 Hybrid dovrà iniziare a macinare numeri decisamente più consistenti, anche in vista della nuova variante completamente elettrica attesa nel 2027. Stellantis ha bisogno di tornare a correre, perché una semplice camminata veloce a questo punto non basta più.