Le nuove emoji 18.0 sono state ufficializzate e portano con sé una manciata di simboli inediti, ma soprattutto qualcosa che nessuno si aspettava davvero: la correzione di alcuni pasticci storici che da anni fanno apparire la stessa emoji in modi diversi a seconda dello smartphone. Dietro ogni faccina o oggetto che finisce sulla tastiera c’è un lavoro lungo, fatto di standardizzazione da parte di Unicode e di adattamenti da parte dei singoli produttori. E questa volta le novità non si limitano ad aggiungere roba nuova, ma mettono ordine dove regnava una certa confusione.
Le nuove emoji di Emoji 18.0
Il nuovo standard aggiunge nove nuove emoji, pensate per allargare ancora un po’ il vocabolario digitale che usiamo tutti i giorni. C’è la faccina che si spezza, quella pensata per raccontare i momenti in cui si prova a tenere il sorriso pur avendo dentro tutt’altro. Arrivano poi i pollici rivolti a sinistra e a destra, comodi per indicare una persona o un dettaglio in una conversazione con più naturalezza rispetto al classico dito indice.
Debuttano anche la rete con manico, che oltre a essere un oggetto può servire a rappresentare l’idea di raccogliere o recuperare qualcosa, insieme alla gomma da cancellare, al faro, alla meteora, al cetriolo sottaceto e alla farfalla monarca. Come sempre servirà pazienza prima di poterle usare davvero. Una volta approvate, toccherà a produttori come Google, Apple, Samsung e agli altri sviluppatori integrarle nelle rispettive tastiere tramite futuri aggiornamenti software.
Perché alcune sembrano già esistere
La parte più curiosa dell’aggiornamento riguarda proprio quelle emoji che, a colpo d’occhio, sembrano già presenti da un pezzo. Il motivo è semplice: negli anni alcuni produttori hanno interpretato certi simboli in modo diverso, creando uno scollamento tra quello che un’emoji avrebbe dovuto mostrare e quello che poi appariva sullo schermo.
L’esempio più lampante è la cometa. Era nata per rappresentare una classica cometa con la sua coda ghiacciata blu, ma su parecchie piattaforme si è trasformata in una roccia infuocata che entra nell’atmosfera, prendendo l’aspetto di una meteora. Con Emoji 18.0 l’ambiguità sparisce: la meteora ottiene una sua emoji dedicata, mentre la cometa torna ovunque a essere il corpo celeste ghiacciato che era in origine.
Discorso quasi identico per il cetriolo sottaceto. Fino a oggi su alcune piattaforme l’emoji del cetriolo veniva disegnata come un sottaceto, con una differenza evidente rispetto ad altri sistemi. Ora le due rappresentazioni vengono separate una volta per tutte: il cetriolo resta cetriolo, il cetriolo sottaceto avrà il suo simbolo. Stessa storia anche per la farfalla monarca, che in alcune implementazioni veniva mostrata al posto della farfalla generica, mentre altre usavano una Morpho blu. Unicode ha assegnato pure alla monarca un simbolo tutto suo, lasciando alla farfalla già esistente un’identità univoca. L’obiettivo è chiaro: far sì che lo stesso messaggio non appaia più diverso a seconda del telefono di chi lo riceve.
Quando arriveranno sugli smartphone
L’approvazione di Emoji 18.0 è solo il primo passo. Come accade per ogni versione dello standard Unicode, le emoji devono prima essere adottate dai vari produttori prima di finire davvero sui dispositivi. Google le integrerà probabilmente in una futura versione di Android e nei suoi font Noto Emoji, mentre Apple, Samsung e gli altri seguiranno con i rispettivi aggiornamenti.
I tempi cambieranno da piattaforma a piattaforma, ma è lecito aspettarsi che le nuove emoji inizino a comparire un po’ alla volta nel corso del 2027. Al di là delle singole aggiunte, questo aggiornamento è interessante soprattutto perché non si ferma ad ampliare il catalogo, ma interviene su incongruenze che si trascinavano da anni, uniformando significato e aspetto di simboli che fino a oggi potevano cambiare parecchio da un dispositivo all’altro.