L’intelligenza artificiale arriva anche dove forse nessuno se l’aspettava: dentro gli eBook reader, quei dispositivi tranquilli pensati per leggere e basta, lontani dal frastuono tecnologico degli smartphone. La notizia arriva da una collaborazione tra due nomi che nel settore contano parecchio, e cambia un po’ le carte in tavola su cosa potremo aspettarci dai futuri lettori a inchiostro elettronico.
E Ink e MediaTek insieme per portare l’IA sull’inchiostro elettronico
A muoversi sono state E Ink e MediaTek, che hanno deciso di unire competenze ed esperienze per dare vita a due nuovi SoC, ovvero quei chip che fanno girare tutto all’interno di un dispositivo. La particolarità sta nel fatto che questi processori non si limitano a gestire le funzioni base di un lettore digitale, ma integrano capacità di calcolo dedicate all’intelligenza artificiale. In pratica, i futuri apparecchi a inchiostro elettronico potranno fare cose che fino a poco tempo fa sembravano impensabili per device di questo tipo, abituati come siamo a vederli come strumenti semplici, quasi essenziali.
Il dato tecnico che salta all’occhio riguarda la potenza di calcolo dedicata all’IA: si parla di 7,4 TOPS. Per chi non mastica la terminologia, TOPS sta per trilioni di operazioni al secondo, ed è il valore che indica quanto un chip riesce a macinare in termini di elaborazione legata all’intelligenza artificiale. Una cifra che, va detto, non è paragonabile a quella dei processori più muscolosi montati sugli smartphone di fascia alta, dove i numeri viaggiano ben più in alto.
Quei 7,4 TOPS basteranno davvero a fare qualcosa di utile?
La domanda sorge spontanea, ed è anche quella più interessante da porsi. Perché 7,4 TOPS, su carta, possono sembrare pochi se confrontati con i mostri di potenza che troviamo altrove. Ma il punto è capire a cosa servirà realmente tutta questa potenza dentro un eBook reader. Questi dispositivi hanno esigenze diverse rispetto a un telefono o a un tablet: nessuno si aspetta che facciano girare videogiochi pesanti o applicazioni grafiche complesse.
L’idea, più probabilmente, è quella di mettere a disposizione funzioni intelligenti pensate su misura per chi legge. Pensiamo a riassunti automatici dei testi, a strumenti di ricerca più evoluti all’interno dei libri, oppure a sistemi capaci di adattare l’esperienza di lettura in base alle abitudini di chi usa il dispositivo. Tutte cose che, sulla carta, non richiedono una potenza di calcolo spropositata, ma che possono comunque fare la differenza nell’uso quotidiano.
C’è poi un aspetto che riguarda i consumi, fondamentale per dispositivi che fanno dell’autonomia uno dei loro punti di forza. Gli eBook reader sono apprezzati anche perché durano settimane con una sola carica, e una potenza IA contenuta come quella offerta da questi nuovi SoC potrebbe rappresentare il giusto compromesso tra funzionalità aggiuntive e risparmio energetico. Mettere chip troppo potenti significherebbe sacrificare proprio quella longevità che rende questi dispositivi così particolari.