Destiny 2 non è ancora morto del tutto, anche se la situazione è tutto fuorché rosea. Dopo l’ultimo grande aggiornamento e una pesante ondata di licenziamenti a Bungie, il gioco non riceverà più contenuti nuovi, ma per ora resta acceso grazie a qualche correzione sparsa qua e là. Lo studio ha ammesso di non poter garantire soluzioni a tutti i problemi segnalati, però uno dei membri del team lascia intendere che qualcosa si può ancora fare.
Bungie ha pubblicato le note di una piccola patch per Destiny 2 proprio oggi. E a dirla tutta non è nemmeno così misera come ci si potrebbe aspettare. Aggiornamenti più piccoli si erano già visti anche in periodi decisamente più vivaci del gioco. Il punto è che questa volta si tratta praticamente solo di una serie di bug sistemati, e da qui in avanti sarà più o meno tutto così.
Destiny 2: cosa aspettarsi dai prossimi aggiornamenti
Ogni volta che esce una patch di questo tipo, i giocatori si chiedono la stessa cosa. Sarà l’ultima? È arrivata davvero la fine per Destiny 2? Un utente su Twitter ha girato proprio questa domanda all’account ufficiale del Destiny 2 Team, e a rispondere è stato dmg04, principal comms manager di Bungie.
“Ci potrebbero essere momenti in cui rompiamo il vetro per le questioni a più alta priorità, tipo i crash del gioco” ha spiegato. “Ci saranno ancora dei periodi di manutenzione generale dei server. E se ne avremo l’occasione, qualche piccola correzione potrebbe infilarsi qua e là.”
Verrebbe da pensare che senza nuovi aggiornamenti non ci siano nemmeno nuovi crash. Ma il potere dello spaghetti code non va mai sottovalutato, e chi conosce un minimo lo sviluppo software lo sa bene.
Le correzioni affidate a chi non c’è più
In precedenza lo stesso account del Destiny 2 Team aveva detto ai giocatori che una patch in arrivo sarebbe uscita “quando possibile” e avrebbe contenuto “una manciata di correzioni” firmate da “membri del team colpiti” dai tagli. È una storia amara sotto ogni punto di vista. Ci sono problemi che vengono risolti da persone che ormai non lavorano più nello studio, mentre lo stesso studio cerca di tenere la testa fuori dall’acqua in un momento drammatico per l’intera industria dei videogiochi.
Non è un caso isolato. Un veterano di id Software, con oltre 20 anni di carriera alle spalle, si è scagliato duramente contro Microsoft dopo i licenziamenti che hanno travolto anche altre realtà del settore, con una frase durissima: “Xbox ha deciso che metà del team non serviva più.”