La presunta stanchezza verso i film di supereroi è un argomento che torna puntuale ogni volta che un nuovo titolo arriva nelle sale. Ma secondo Peter Safran, co-CEO dei DC Studios, il nodo della questione non riguarda affatto il genere in sé. Il vero problema, a suo dire, sta nella qualità delle produzioni e nel volume eccessivo di uscite che hanno saturato il mercato negli ultimi anni.
“Non ho mai pensato che esistesse una stanchezza da supereroi”, ha dichiarato Safran. “Ho pensato che fosse stanchezza da film mediocri.” Una frase piuttosto diretta, che sposta completamente il fuoco del dibattito. Non è il pubblico ad essersi stufato delle storie di eroi in costume, quanto piuttosto ad aver alzato le aspettative dopo una fase in cui troppe pellicole non sono riuscite a convincere davvero. E qui c’è poco da girarci attorno: il ragionamento ha una sua logica precisa.
Safran ha anche sottolineato la necessità di cambiare approccio, di provare qualcosa di nuovo e riscrivere un po’ le regole del gioco. In questo senso, il co-CEO dei DC Studios ha citato Supergirl come esempio concreto di questa filosofia. La storia alla base del film, con Milly Alcock nel ruolo di Kara Zor-El, viene descritta come qualcosa di interessante e originale, diversa da quanto visto finora. Il progetto si inserisce nel nuovo universo narrativo inaugurato da Superman e punta su un tono decisamente diverso rispetto al passato, con l’ambizione di offrire al pubblico qualcosa che non sia il solito schema già visto e rivisto. Accanto a Milly Alcock figurano anche Jason Momoa e la supervisione creativa di James Gunn.
Un anno pieno di supereroi metterà alla prova la teoria
Le parole di Peter Safran non resteranno teoria a lungo, perché il calendario cinematografico di quest’anno è fitto di titoli legati ai film di supereroi. Oltre a Supergirl, sono in arrivo Spider-Man: Brand New Day, Clayface e soprattutto Avengers: Doomsday, che debutterà nelle sale il 16 dicembre. Praticamente una raffica di uscite concentrate in pochi mesi, tutte appartenenti a quel genere che molti danno per spacciato.
E proprio qui si gioca la partita vera. Se la cosiddetta “superhero fatigue” è qualcosa di reale e concreto, oppure semplicemente una narrativa che circola online senza un vero riscontro nei numeri, lo si capirà osservando il comportamento del pubblico nei confronti di pellicole che sulla carta sembrano parecchio attese. Il punto sollevato da Safran resta comunque interessante: forse non è il genere a essere esaurito, ma la mediocrità ad aver fatto danni. E se i prossimi film di supereroi riusciranno a offrire storie fresche e ben costruite, la risposta delle sale potrebbe raccontare una storia molto diversa da quella che ci si aspetta. Il debutto di Avengers: Doomsday il 16 dicembre rappresenta probabilmente il banco di prova più significativo dell’intero anno.