Il successo del Commodore 64 Ultimate ha cambiato le carte in tavola, e adesso l’azienda si prepara a fare un passo che molti aspettavano da tempo. La macchina ha superato quota 30.000 unità prodotte, un numero che ha dato fiducia ai vertici e ha aperto la strada a qualcosa di completamente diverso. Il CEO Christian Simpson lo ha messo in chiaro in un video diffuso sui canali social ufficiali: il prossimo annuncio non riguarderà il già confermato Commodore 64C Ultimate, bensì un prodotto inedito, pensato per guardare avanti invece che indietro.
Un’azienda che vuole smettere di vivere di ricordi
C’è una frase di Simpson che riassume bene il momento. “Ci sono molte persone che affermano giustamente, come ho fatto io, che Commodore non può sopravvivere solo di nostalgia”, ha detto durante il suo intervento. E ha aggiunto un concetto che pesa: “So che non possiamo accontentare tutti, ma dobbiamo essere un po’ coraggiosi se vogliamo che Commodore duri nel tempo. Ho sempre detto che avremmo lanciato a turno alcuni prodotti retro e prodotti del futuro, e quindi ora stiamo camminando verso il futuro”.
Il senso è chiaro. Fino a oggi tutto ruotava attorno alla rievocazione, alle macchine che hanno fatto la storia, ai richiami a un’epoca ben precisa. Ma il marchio vuole costruire un catalogo più ampio, non limitarsi a riproporre ciò che già funzionava negli anni Ottanta. Sul nuovo hardware Simpson è rimasto vago, però una direzione l’ha tracciata. Lo ha descritto come “uno strumento per le masse, non una trappola tesa dalle élite per estrarre i nostri dati e rubare la nostra attenzione”. Tradotto: attenzione alla privacy e netto rifiuto delle logiche di profilazione che dominano gran parte dei dispositivi attuali.
Conservazione, espansione e poi quella parola: immaginazione
Per spiegare dove vuole andare, il CEO ha indicato tre pilastri. Il primo è la “conservazione”, portata avanti proprio con il progetto C64 Ultimate. Il secondo è l'”espansione”, cioè lo sviluppo dell’intero ecosistema attorno al C64 con nuove periferiche, accessori e software. E poi c’è il terzo, l'”immaginazione”, quello che secondo Simpson rende tutto più stuzzicante.
“È qui che le cose si fanno davvero interessanti”, ha dichiarato. Il punto è proprio questo: finora il lavoro si è concentrato sui rimandi al passato glorioso del marchio, ma a breve la rotta cambia. “Molto presto riprenderemo da dove Commodore si era fermata negli anni ’90, in un modo che potrebbe farvi impazzire un po’”, ha spiegato. E ha rivendicato una filosofia precisa: “Ogni era della tecnologia ha bisogno di aziende disposte a tentare un approccio diverso. E tutto ciò che posso dire è che questa filosofia è ancora saldamente al centro di Commodore”. Più che una semplice operazione amarcord, insomma, sembra l’inizio di un percorso che vuole riportare il nome in un territorio nuovo, lì dove la storia si era interrotta trent’anni fa. La presentazione ufficiale del prodotto, anticipata da un breve messaggio sui social dell’azienda, è fissata per il 16 giugno.