La storia riserva spesso sorprese che lasciano a bocca aperta, e questa è una di quelle. Cleopatra visse più vicina nel tempo al lancio di Artemis II di quanto lo fosse alla costruzione delle piramidi di Giza. Sembra assurdo, eppure i numeri parlano chiaro.
Quando si pensa all’antico Egitto, la mente tende a comprimere tutto in un unico blocco: faraoni, piramidi, Cleopatra, come se facessero parte della stessa epoca. Ma la civiltà egizia ha attraversato millenni, e le distanze temporali al suo interno sono enormi, quasi inconcepibili. Le piramidi di Giza furono costruite intorno al 2500 a.C., durante l’Antico Regno. Cleopatra, ultima regina della dinastia tolemaica, regnò invece fino al 30 a.C. Questo significa che tra la costruzione delle piramidi e il regno di Cleopatra passarono circa 2.500 anni. Per la regina d’Egitto, quelle piramidi erano già antichissime attrazioni turistiche, monumenti di un passato remoto che suscitava meraviglia esattamente come la suscita oggi.
Più vicina a noi di quanto si pensi
Ecco dove il dato diventa davvero sorprendente. Dalla morte di Cleopatra nel 30 a.C. al lancio di Artemis II, il programma spaziale della NASA che punta a riportare esseri umani verso la Luna, sono passati poco più di 2.000 anni. Meno, quindi, dei circa 2.500 che separavano Cleopatra dalla costruzione delle piramidi di Giza. In altre parole, la regina egiziana è cronologicamente più vicina ai voli spaziali moderni che a quei monumenti con cui viene istintivamente associata.
Questo tipo di confronto temporale ha il potere di scardinare la percezione comune della storia. Si tende a immaginare l’antichità come un blocco monolitico, un’era lontanissima e indistinta, quando in realtà al suo interno esistono distanze temporali gigantesche. Le piramidi di Giza erano già vecchie di millenni quando Cleopatra passeggiava per Alessandria. Erano più antiche per lei di quanto il Colosseo romano lo sia per noi oggi.
Perché questo fatto continua a stupire
Il fascino di questo paragone sta proprio nella sua capacità di rimettere in prospettiva il tempo storico. Le piramidi rappresentano una delle più antiche meraviglie architettoniche dell’umanità, costruite in un’epoca in cui gran parte del mondo conosciuto viveva ancora in strutture primitive. Cleopatra, al contrario, governava in un periodo in cui Roma era una superpotenza, Giulio Cesare e Marco Antonio erano figure politiche di primo piano, e il Mediterraneo era un crocevia di culture sofisticate. Sono due mondi completamente diversi, eppure vengono costantemente accostati come se fossero contemporanei.
Il lancio di Artemis II, con la sua ambizione di riportare un equipaggio umano in orbita lunare, sembra appartenere a un futuro lontanissimo rispetto all’epoca di Cleopatra. Eppure la matematica non mente: quella distanza temporale è inferiore a quella che separava la regina dalle piramidi. Questo fatto, per quanto semplice, costringe a ripensare completamente la scala del tempo storico e a rendersi conto di quanto la storia dell’antico Egitto sia stata straordinariamente lunga, molto più di quanto qualsiasi associazione mentale immediata suggerisca Le piramidi di Giza avevano già oltre venticinque secoli quando Cleopatra le osservava. Oggi, a oltre venti secoli dalla sua epoca, l’umanità si prepara a tornare sulla Luna con il programma Artemis della NASA.