C’è una frase che torna ogni estate, puntuale come il caldo: “Si stava meglio prima, gli estati di una volta non erano così”. Per molti suona come nostalgia un po’ esagerata, eppure i numeri raccontano una storia diversa. La temperatura media estiva in Spagna è cresciuta di circa 2 °C nelle ultime tre decadi, e a confermarlo non è la sensazione di chi suda davanti al ventilatore, ma una serie di studi indipendenti sostenuti da enti ufficiali come l’AEMET, l’agenzia meteorologica statale, e il Ministero per la Transizione Ecologica.
Caldo record in Spagna: cosa dicono davvero i termometri
Guardando i dati con la prospettiva che solo il tempo può dare, la tendenza è una linea che sale senza freni. Secondo l’Osservatorio della Sostenibilità, mettendo a confronto il decennio 1969-1978 con quello 2009-2018, la temperatura media estiva è passata da 21,4 °C a 23,8 °C. Un incremento di 2,4 °C che, detto così, può sembrare poca cosa, ma sul lungo periodo cambia tutto.
Non serve nemmeno andare tanto indietro per accorgersi di quanto il fenomeno stia accelerando. I rapporti più recenti del MITECO e dell’AEMET parlano chiaro: l’estate del 2025 ha polverizzato ogni record dal 1961, toccando una temperatura media peninsulare di 24,2 °C. Si tratta di un’anomalia di 2,1 °C sopra la media di riferimento, abbastanza per superare il precedente primato del 2022, che si era fermato a 24,1 °C. Un soffio di differenza, certo, ma in climatologia anche i decimi pesano.
Estati che non finiscono mai e notti senza tregua
Il caldo non è solo più forte. Dura anche molto di più. Dai dati di AEMET Open Data emerge che l’estate climatologica attuale si protrae per cinque settimane in più rispetto agli anni Ottanta, rosicchiando terreno alla primavera e all’autunno al ritmo di 9 giorni per decennio. E dal 1975 il periodo caldo estivo si è ufficialmente allungato di 20 giorni.
Nelle città la faccenda si fa ancora più pesante. Asfalto e cemento funzionano come accumulatori, trattengono il calore e lo restituiscono di notte. Uno studio dell’Università Politecnica della Catalogna, che ha analizzato il periodo 1971-2022 nelle città peninsulari, tira fuori cifre da brividi: un aumento di 3,54 °C. Numeri che spiegano bene perché in certi quartieri respirare d’estate sembri un’impresa.
Poi ci sono le notti tropicali, quelle in cui il termometro non scende mai sotto i 20 °C. Tanti aspettano il calare del sole per uscire un po’ o dormire con un minimo di sollievo, ma sempre più spesso quella tregua non arriva. Si parla di 32 milioni di spagnoli colpiti con regolarità da queste notti soffocanti. In tutto il Paese sono aumentate in media di 6 giorni negli ultimi 50 anni.
In certe zone il quadro è ancora più marcato. In Andalusia, Murcia e nella Comunità Valenciana oggi si contano 12 notti tropicali in più all’anno rispetto a qualche decennio fa. Dormire diventa una sfida, e così il condizionatore e il ventilatore passano da comodità a necessità quasi obbligata per tirare avanti fino al mattino.